Si apre a Padova la Prima Conferenza Internazionale sugli Studi Religiosi della Mohamed Bin Zayed University for Humanities
Amal El Harrar
In un'epoca segnata da tensioni geopolitiche crescenti e da frammentazioni identitarie che mettono a dura prova la tenuta del tessuto sociale globale, la città di Padova, forte di oltre ottocento anni di storia accademica e di una vocazione secolare all'apertura culturale, si erge a capitale internazionale del dialogo interreligioso e interculturale, ospitando ufficialmente nella prestigiosa Sala delle Edicole di Palazzo del Capitanio la Prima Conferenza Internazionale sugli Studi Religiosi, un evento di altissimo profilo scientifico e diplomatico promosso dalla Mohamed Bin Zayed University for Humanities (Mbzuh) di Abu Dhabi, in stretta e sinergica collaborazione con l'Università degli Studi di Padova e l'Università del Piemonte Orientale. Intitolata significativamente "Religion and Shared Humanity: Contemporary Approaches in Theology and Religious Studies", la conferenza riunisce per due giornate di lavori intensi studiosi, accademici, pensatori e ricercatori provenienti da ben cinque continenti con l'obiettivo primario di esplorare le nuove frontiere e le metodologie emergenti nella ricerca teologica e negli studi religiosi, analizzando al contempo con rigore scientifico il ruolo cruciale che la dimensione spirituale, etica e religiosa riveste all'interno delle società contemporanee, sempre più pluralistiche e interconnesse.

La cerimonia inaugurale ha visto la partecipazione di figure di spicco del panorama accademico e istituzionale internazionale, a testimonianza della straordinaria rilevanza strategica dell'iniziativa, tra cui Marco Ferrante, Prorettore vicario con delega alla Didattica dell'Università degli Studi di Padova; Omar Habtour Alderei, Presidente dell'Autorità Generale per gli Affari Islamici, le Fondazioni e la Zakat e Presidente del Consiglio di Amministrazione della Mohamed Bin Zayed University for Humanities; e Menico Rizzi, Rettore dell'Università del Piemonte Orientale.
Nel suo intervento di apertura, il Prorettore vicario Marco Ferrante ha voluto rimarcare il profondo significato storico e civile dell'evento, evidenziando che è un onore rappresentare un Ateneo con oltre 800 anni di storia nell'ambito di un'iniziativa nella quale religione e cultura trovano una sintesi illuminata e che, visti i conflitti attuali che scuotono il panorama internazionale, è fondamentale aprire ponti e costruire canali di dialogo costruttivo con tutte le componenti che possono essere utilmente mobilitate per la pace.

Un concetto ribadito con forza anche da Omar Habtour Alderei, il quale ha sottolineato come la conoscenza costituisca l'impalcatura indispensabile per favorire lo scambio culturale e promuovere lo sviluppo scientifico e umano, affermando che la religione rappresenta una risorsa straordinaria per l'umanità che unisce i popoli anziché dividerli e che l'impegno costante deve essere quello di proseguire a incentivare il confronto e una conoscenza reciproca profonda tra le religioni e le culture del mondo.
A completare questa visione di ampio respiro è intervenuto il Rettore Menico Rizzi, evidenziando il valore della dimensione transnazionale dell'iniziativa e sottolineando il piacere di collaborare non solo in una dimensione nazionale, ma anche a livello internazionale, allargando gli orizzonti della conoscenza ben oltre i confini europei grazie al coinvolgimento attivo di colleghi e ricercatori provenienti dal mondo arabo, dal Marocco, dall'Egitto e da altre realtà geopolitiche chiave, concludendo con un monito di forte attualità sul fatto che da questo incontro emerge una forte e inequivocabile volontà al dialogo, inteso come primo e irrinunciabile passo per prevenire ed evitare qualsiasi conflitto ad ogni livello, a partire dalla coscienza di ogni singolo individuo.




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