Ministra Affari sociali libanese: Italia può essere parte della ripresa sostenendo direttamente le famiglie
Agenzia Nova - Assadakah News

L’Italia può contribuire alla ripresa del Libano aiutando le famiglie evacuate a recuperare i mezzi di sussistenza e dignità, mentre la diaspora libanese, presente nel Paese, può svolgere un ruolo diretto nel sostegno alla ricostruzione. È quanto emerso nel corso del ricevimento organizzato a Roma, dall’ambasciata del Libano in occasione del lancio dell’alleanza umanitaria internazionale “Rooted for Lebanon”.
S.E. Ambasciatrice del Libano in Italia, Carla Jazzar ha dato il benvenuto alle autorità italiane agli ambasciatori stranieri, agli ambasciatori arabi, ha ringraziato tutti i presenti lasciando la parola alla Ministra.
“L’Italia può essere parte della ripresa del Libano, aiutando le persone a recuperare i propri mezzi di sussistenza e, soprattutto, la propria dignità”, ha affermato la Ministra libanese degli Affari sociali, Haneen Al Sayed, sottolineando il ruolo già svolto da Roma nel sostegno al Paese. Haneen Al Sayed ha ricordato che, accanto all’assistenza fornita dai governi e dai partner internazionali, tra questi, l’Italia e l’Unione europea, “Rooted for Lebanon” si punta a mobilitare anche risorse private destinate direttamente alle famiglie più vulnerabili.
Secondo la Ministra Al Sayed l’iniziativa lanciata nella seconda metà di maggio, ha già raccolto 338 mila dollari attraverso donazioni private. Le risorse vengono trasferite direttamente ai nuclei familiari verificati dal ministero e dai partner del programma, attraverso un sistema digitale che consente ai beneficiari di ricevere i fondi sul proprio telefono, riscuoterli tramite operatori locali di trasferimento di denaro.
La Ministra ha spiegato che il programma si concentra in particolare su anziani, persone con disabilità, famiglie con bambini e nuclei guidati da donne. L’obiettivo è garantire un sostegno immediato, flessibile alle famiglie sfollate, consentendo loro di scegliere autonomamente come utilizzare le risorse per spese alimentari, medicinali, istruzione e altre necessità essenziali.

L’Ambasciatrice, Carla Jazzar ha sottolineato il ruolo della comunità libanese in Italia: “Per la diaspora libanese, soprattutto qui in Italia, questo è più di una donazione. È un modo per restare legati al Libano attraverso l’azione e per stare al fianco delle famiglie mentre compiono i primi passi dall’emergenza verso la ripresa”. S.E. l’Ambasciatrice del Libano ha ricordato di aver incontrato famiglie tornate in villaggi profondamente segnati dalla guerra, con abitazioni danneggiate, scuole chiuse e mezzi di sussistenza perduti. “La prima cosa che molti di loro mi hanno detto non è stata ‘quando qualcuno ricostruirà per noi?’, ma ‘vogliamo restare, vogliamo ricominciare’”. “Questo è il Libano: un Paese messo alla prova ancora e ancora, ma le persone continuano a scegliere di ricostruire, di restare radicate e di sperare”, ha aggiunto Jazzar. “La nostra responsabilità è fare in modo che quella speranza non resti sola”.
Infine, l’Ambasciatrice ha invitato i presenti a considerare “Rooted for Lebanon” non soltanto come una campagna di raccolta fondi, ma come parte di “un più ampio sforzo di ripresa”. “Il Libano ha davanti a sé molte sfide, ma ha anche persone che si rifiutano di abbandonarlo, partner che continuano a credere nel Paese, una diaspora e amici il cui legame con la patria non è mai scomparso.
Questo ci dà motivo di sperare”.




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