Oltre i confini del mandato: al Circolo degli Esteri trionfa la diplomazia dei popoli nel segno di Enas Sayed Makkawi
- 11 lug
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Amal El Harrar
Nelle sale storiche e specchiate del Circolo del Ministero degli Affari Esteri a Roma, la casa della diplomazia italiana dove le dinamiche geopolitiche si trasformano in relazioni umane, si è consumata una serata destinata a tracciare un solco profondo nel dialogo euro-arabo, una solenne cerimonia di tributo e di commiato che ha celebrato la conclusione del mandato nella capitale di Sua Eccellenza Inas Sayed Makawi, straordinario Capo Missione della Lega degli Stati Arabi presso la Repubblica Italiana e la Santa Sede.

L’evento, promosso dall'Associazione di Amicizia Italiano-Araba e dal Tavolo della politica estera, ha saputo riunire una platea di straordinaria autorevolezza, tra alti esponenti della diplomazia in carica, ex ambasciatori, massimi funzionari della Farnesina e figure chiave della cultura e della società civile, tra cui il presidente dell'Università Leonina Cristian Raponi e il presidente dell'Associazione Cedro per la Pace Hassan Abou Harfouch, tutti testimoni non di un semplice addio burocratico, ma della consacrazione di una carriera che ha ridefinito i confini stessi dell'azione diplomatica introducendovi una potente e irriducibile dimensione umanitaria.
A dare una veste istituzionale e profondamente sentita a questo omaggio è stato il discorso di Eva Carata, responsabile delle Relazioni Istituzionali di Assadakah, associazione che dal 1994, sotto la guida coraggiosa e lungimirante del presidente e giornalista Talal Khrais, instancabile tessitore di alleanze culturali e umane in seno alla Stampa Estera, opera per rendere il concetto di "Amicizia" una complessa e indistruttibile architettura politica tra le due sponde del Mediterraneo.
Con parole di grande impatto e sincera commozione, Eva ha sottolineato di fronte al Corpo Diplomatico come l'amicizia tra gli Stati non sia che la somma delle affinità elettive tra le persone, ricordando l'impegno costante nel proteggere questa alleanza geopolitica dalle inevitabili tensioni della storia contemporanea e sancendo, in un caloroso arrivederci, come l'alto profilo istituzionale dell'Ambasciatrice Makawi si sia sempre sposato con una sensibilità umana fuori dal comune, lasciando a Roma un'eredità che le istituzioni italiane avranno la responsabilità di coltivare.

Il cuore emotivo e concettuale della serata è stato toccato nel momento in cui la stessa Ambasciatrice Makawi ha preso la parola, offrendo una sintesi identitaria e universale che ha suscitato una lunghissima ovazione: "Sono egiziana, appartengo all'Africa, appartengo al mondo arabo, appartengo al Mediterraneo... ma prima e dopo tutto questo, appartengo all'umanità".
Una dichiarazione potente, che si inserisce nella sua lucida visione delle attuali e rapide trasformazioni globali, dove il futuro delle relazioni internazionali non dovrà più poggiare sul mero esercizio del potere, bensì sulla fiducia, sulla cooperazione e sullo sviluppo di strategie concrete capaci di riscoprire le comuni e millenarie radici che legano la civiltà egizia al cuore di Roma.
Il successo eccezionale e l'impeccabile riuscita della serata e della cena di gala hanno trovato il loro perfetto compimento anche grazie al fondamentale e prezioso contributo organizzativo di Maria Grazia, la cui dedizione e cura dei dettagli hanno permesso di accogliere gli illustri ospiti in un'atmosfera di rara eleganza e fluidità istituzionale.
A coronamento di un percorso umano e politico irripetibile, la serata si è chiusa con l'annuncio ufficiale dell'elezione all'unanimità dell'Ambasciatrice Makawi a Presidente Onoraria dell'Associazione di Amicizia Italiano-Araba: il sigillo perfetto su una missione diplomatica che si trasforma in storia condivisa, e la prova cristallina che i veri ponti di pace non scadono mai con la fine di un mandato, ma restano scolpiti nel destino comune dei popoli del Mediterraneo.




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