Parigi - Macron incontra il Sultano Haitham bin Tariq
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Assadakah News - Sua Maestà Haitham bin Tariq è giunto ieri, 28 giugno, a Parigi per una visita ufficiale di due giorni, riaffermando i legami di lunga data tra le due nazioni amiche.
Il presidente francese Emmanuel Macron e il Sultano dell’Oman si sono consultati sulla situazione internazionale, e in particolare sulle condizioni attuali in Medio Oriente, con focus sulla navigazione nello Stretto di Hormuz, circa la quale hanno manifestato ufficiale richiesta di libera navigazione, senza condizioni né restrizioni, e hanno concordato di collaborare per ottenerla attraverso operazioni congiunte di sminamento, secondo una dichiarazione congiunta pubblicata al termine dei colloqui, in particolare il diritto di transito in conformità con il diritto del mare. Macron e bin Tariq hanno poi concordato di collaborare con tutte le parti interessate al fine di promuovere la libertà di navigazione in futuro e di condurre operazioni congiunte di sminamento.

Lo ha reso noto il Diwan della Corte reale omanita in un comunicato diffuso dall’agenzia ufficiale ONA, precisando che la missione punta a rafforzare i legami di amicizia tra Muscat e Parigi e sviluppare la cooperazione bilaterale in diversi settori.
La visita arriva in una fase particolarmente delicata per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico al centro delle tensioni fra Stati Uniti e Iran. Secondo il comunicato della Corte Reale, il viaggio del sovrano omanita si inserisce nel quadro del consolidamento delle relazioni tra il Sultanato dell’Oman e la Repubblica francese, con l’obiettivo di promuovere tutto ciò che può elevare i livelli di cooperazione esistenti tra i due Paesi e servire i rispettivi interessi presenti e futuri. La visita servirà inoltre a proseguire la consultazione e il coordinamento tra le due leadership sui principali sviluppi regionali e internazionali. Il sultano sarà accompagnato da una delegazione ufficiale di alto livello, che comprende il vice primo ministro per gli Affari della difesa, Shihab bin Tariq al Said; il ministro del Diwan della Corte reale, Khalid bin Hilal al Busaidi; il ministro dell’Ufficio reale, Sultan bin Mohammed al Numani; il ministro degli Esteri, Badr bin Hamad al Busaidi; il capo dell’Ufficio privato, Hamad bin Said al Aufi; il presidente dell’Autorità omanita per gli investimenti, Abdelsalam bin Mohammed al Murshidi; il ministro del Commercio, dell’Industria e della Promozione degli investimenti, Anwar bin Hilal al Jabri; e l’ambasciatore dell’Oman in Francia, Ahmed bin Mohammed al Araimi.
Secondo la presidenza francese, i colloqui serviranno a riaffermare l’importanza della de-escalation regionale e ad affrontare la sicurezza delle rotte marittime, compreso il passaggio libero e incondizionato attraverso lo Stretto di Hormuz. Parigi considera la piena riapertura del corridoio marittimo una condizione essenziale per la stabilità regionale e per l’economia mondiale, alla luce del peso dello Stretto sul traffico energetico globale. Il dossier resta centrale anche dopo l’intesa raggiunta a metà giugno tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra scoppiata a fine febbraio. Teheran ha evocato la possibilità di introdurre tasse o forme di compensazione per il transito delle navi nello Stretto, una prospettiva respinta dagli Stati Uniti e guardata con preoccupazione anche da diverse capitali europee e del Golfo. La posizione francese resta quella di una ripresa del traffico marittimo senza restrizioni né pedaggi, con una missione internazionale guidata da Parigi e Londra pronta, secondo quanto dichiarato da Macron, ad accompagnare la riapertura in caso di cessazione delle ostilità.

Accanto al profilo politico e diplomatico, uno dei nodi più delicati riguarda la messa in sicurezza concreta dello Stretto. Il tratto centrale di Hormuz è al momento considerato non pienamente praticabile per la possibile presenza di mine o ordigni navali. Le rotte percorribili sono attualmente due: una più settentrionale, vicina alle coste iraniane, e una meridionale, più prossima alle coste omanite. La piena riapertura del passaggio centrale richiederebbe quindi attività di verifica, bonifica e sminamento, con il possibile coinvolgimento di assetti navali specializzati. In questo quadro, la Francia potrebbe svolgere un ruolo operativo attraverso l’impiego di unità cacciamine e capacità di guerra di mine, in coordinamento con altri partner europei. Anche l’Italia dispone di assetti navali specializzati che potrebbero essere coinvolti in un eventuale dispositivo internazionale di messa in sicurezza dello Stretto, qualora le condizioni politiche e operative lo consentissero.
La visita di Stato di Sua Maestà il Sultano Haitham bin Tariq in Francia, prevista per questo lunedì, rappresenta, secondo Radouan Kourak e Michel Taube, un passo importante nelle relazioni tra Parigi e Muscat. In un editoriale pubblicato in prima pagina su Opinion Internationale, i due autori accolgono con favore l'incontro diplomatico, che definiscono "strategico", auspicando che il Sultanato dell'Oman diventi uno dei partner privilegiati della Francia in Medio Oriente.
Le relazioni franco-omanite si basano su una lunga storia di cooperazione politica, economica, culturale e militare. Questa visita di Stato dovrebbe ora consentire una nuova fase di sviluppo, rafforzando ulteriormente le partnership nei settori dell'industria, della difesa, dell'intelligenza artificiale, della transizione energetica, dell'istruzione superiore, della ricerca scientifica e dei grandi progetti infrastrutturali.
La visita del Sultano Haitham bin Tariq ben più di un semplice incontro diplomatico, rappresenta un'opportunità storica per costruire un partenariato strategico duraturo tra Francia e Oman, a servizio della stabilità regionale, dello sviluppo economico e del dialogo.




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