Parolin: Medio Oriente e la soluzione dei due Stati
Assadakah News

Il Segretario di Stato vaticano, Cardinale Pietro Parolin, ha affermato che lo sviluppo, la cooperazione internazionale e il dialogo tra i popoli sono fondamenti essenziali per il raggiungimento della pace. Ha esortato i giovani ad assumersi le proprie responsabilità e a partecipare attivamente alla vita pubblica, soprattutto alla luce delle crescenti sfide internazionali.
Le parole di Sua Eminenza sono state pronunciate durante un dialogo con un gruppo di studenti universitari presso il Parlamento italiano, a conclusione di un convegno internazionale ospitato dalla Pontificia Università Gregoriana di Roma. Il convegno si è concentrato sull'eredità di Papa Giovanni Paolo I e sulle sue posizioni in materia di pace, diplomazia e relazioni internazionali.

Punti salienti:
- Pace e sicurezza non sono contraddittorie: la pace è un prerequisito per una sicurezza sostenibile e la risoluzione dei conflitti è nell'interesse di tutti. Sviluppo, cooperazione e dialogo sono i fondamenti della pace.
- Il Medio Oriente e la soluzione dei due Stati: ha ribadito la posizione costante del Vaticano sin dall'accordo del 2015, che ha riconosciuto lo Stato di Palestina. Non esiste un'alternativa praticabile alla soluzione dei due Stati con confini chiaramente definiti, che garantisca il diritto di entrambi i popoli all'autodeterminazione, alla libertà religiosa e all'accesso ai luoghi santi. Ha ricordato la Risoluzione 1947 delle Nazioni Unite e il regime internazionale speciale per Gerusalemme.
- La crisi di fiducia internazionale: ha messo in guardia contro l'impunità, nonostante l'esistenza di meccanismi giuridici per perseguire i responsabili di crimini contro l'umanità, e ha sottolineato come la priorità data a interessi ristretti indebolisca le istituzioni internazionali, richiamando l'avvertimento di Papa Francesco riguardo a una "terza guerra mondiale frammentata".
- Intelligenza artificiale: auspica un dialogo internazionale per stabilire quadri giuridici per il suo utilizzo, in particolare in ambito militare, e per sfruttarla al servizio dell'umanità, preservandone al contempo la dignità.
- Dialogo interreligioso: il nome di Dio non deve essere usato per giustificare la violenza e i leader religiosi devono avere il coraggio di condannarla, anche se perpetrata dai propri gruppi.
- Messaggio ai giovani: li incoraggia ad assumersi responsabilità politiche e sociali, a portare i principi umanitari nelle istituzioni della società e a essere agenti attivi di cambiamento.





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