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Rimini - Vicario Beirut: “Se dobbiamo morire lo facciamo qui”

31 ago
Tempo di lettura: 1 min

Assadakah News - "Come cristiani restiamo in Libano" e anche nel Sud del Paese dove la situazione è più difficile "i cristiani dicono: 'crediamo nella nostra terra e restiamo, se dobbiamo morire, preferiamo morire qui'". Lo ha detto il vicario apostolico di Beirut, mons. César Essayan, intervenendo al Meeting di Rimini 2026.

"Le emergenze vanno dai bisogni più elementari, come il cibo, fino alla ricostruzione delle case e delle istituzioni educative, al lavoro, per tornare a vivere con dignità. La vera emergenza" è "sanare le ferite" delle persone, soprattutto dei giovani, che da non vedono altro che guerra. "La grande questione - ha concluso il vescovo - è come fare, come Chiesa, insieme alle ong, a sanare queste ferite. Questa è l'emergenza, perché dare cibo è facile ma ricostruire l'umano è difficile".

"Tra poco scadrà il mandato Unifil - ha ribadito il vicario a Beirut - e se non viene rinnovata una forza internazionale, la nostra grande paura è che il Libano e il sud venga gettato nel cestino della dimenticanza". "Non possiamo andare avanti senza persone che ci aiutano – ha sottolineato - e se andiamo avanti è perché siamo fortemente sostenuti da un governo italiano - uno dei rari governi venuti da noi - e dalle forze internazionali".

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