Roma – Colloqui Libano-Israele: nessun risultato
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Talal Khrais – I negoziati di Roma fra le delegazioni libanese e israeliana si sono chiusi senza alcun apprezzabile risultato, mentre in Libano, oltre alle evidenti emergenze portate dal conflitto, si segnala anche la preoccupante questione rifiuti.
Nonostante l'importanza dei negoziati di Roma, la maggior parte dei media si è concentrata, dopo due ore delle conclusioni del settimo round dei negoziati, su un grave problema ambientale in nel Paese dei Cedri: accumulo e dispersione dei rifiuti, causati dalle aziende di raccolta, a seguito della mancanza dei pagamenti degli stipendi da parte dello Stato, preso dai debiti.

I media libanesi hanno anche evidenziato i pericoli per la sicurezza dell'aviazione civile, dato che i gabbiani sono numerosi nei cieli dell'aeroporto a causa delle discariche vicine.
L'autorevole quotidiano libanese An Nahar ha scritto: "La terza sessione del settimo round di negoziati libanesi-israeliani a Roma si è conclusa senza risultati tangibili. Il Libano continua i suoi sforzi per raggiungere risultati concreti che favoriscano l'attuazione dell'accordo quadro", sebbene i funzionari riconoscano che i progressi non saranno rapidi e che le questioni in gioco richiedono tempo e negoziati considerevoli".
Il quotidiano Al Liwa ha commentato: "Sebbene la sessione si sia svolta nel contesto della continua escalation israeliana nel Libano meridionale, la delegazione libanese ha sottolineato la priorità del consolidamento del cessate il fuoco, parallelamente agli sforzi per garantire successivi ritiri israeliani dalle regioni meridionali, quale prerequisito essenziale per qualsiasi passo successivo relativo all'attuazione dell'accordo."
La questione dei prigionieri
Fonti che seguono i colloqui dal palazzo presidenziale ci hanno informato: i negoziati hanno riconosciuto che il percorso non è facile, e che il settimo round non ha prodotto risultati chiari, fatta eccezione per la ripresa della discussione sui confini terrestri. Le sessioni di Roma hanno visto tre incontri paralleli, suddivisi tra un percorso militare, un percorso politico e un percorso giuridico di confine, nel tentativo di affrontare simultaneamente i dossier tecnici e politici, mentre la questione dei prigionieri ha occupato una parte fondamentale delle discussioni".
La stessa fonte spiega: “La ricerca dei prigionieri di guerra si sta rivelando difficile per il Libano a causa della mancanza di un elenco completo e ufficiale dei prigionieri e dei dispersi. Alcuni individui sono scomparsi durante la guerra, mentre altri, tra cui civili e membri di Hezbollah, risultano essere detenuti da Israele."
Inoltre: " Il Libano ha sottolineato la distinzione tra i casi di prigionieri civili, che si trovano nei loro villaggi e nelle loro case, e ha chiesto il loro rilascio immediato, e quelli dei prigionieri di Hezbollah".

Il Palazzo Presidenziale ha confermato la notizia secondo la quale sono in corso sforzi per coinvolgere il Comitato Internazionale della Croce Rossa in questa vicenda, in conformità con gli standard umanitari e il diritto internazionale".
Il quotidiano Nida al Watan scrive: "Zawtar al-Sharqiyah dopo il fallimento delle proposte di Khiam e Bint Jbeil"
Nel frattempo, la questione delle "aree modello" ha occupato un posto centrale nelle discussioni politiche. La delegazione libanese ha sottolineato la necessità di una piena adesione al cessate il fuoco e le discussioni sono proseguite per il terzo giorno consecutivo al fine di individuare nuove aree pilota nell'ambito del meccanismo di attuazione dell'accordo.
Tra le sue proposte, il Libano ha suggerito la città di Zawtar al-Sharqiyah come area pilota, dopo che Israele aveva respinto le precedenti proposte libanesi riguardanti le città di Khiam e Bint Jbeil. Tuttavia, le consultazioni non hanno portato a un accordo definitivo su questo punto. Va notato che Zawtar al-Sharqiyah era stata inclusa tra le aree pilota nel precedente ciclo di negoziati, insieme a Frun e Sarifa, mentre il ritiro israeliano si è finora limitato a Zawtar al-Gharbiyah."
Secondo fonti di governo:" Le discussioni sono proseguite in merito al meccanismo di verifica per queste aree, poiché non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo su quale ente si occuperà del monitoraggio e della verifica. Secondo alcune fonti, esiste un elenco di paesi esclusi da questo compito, tra cui gli Stati Uniti, mentre si stanno valutando altri paesi che potrebbero assumere questo ruolo, come l'Italia".




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