S. Craxi Priorità: stabilità e democrazia in Libano, l’Italia ribadisce il suo pieno sostegno
- 23 feb
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Roma, 23 Febbraio 2026
Talal Khrais

Palazzo Madama, nella Sala ‘Caduti di Nassirya’ si è svolta la conferenza stampa “Per un Libano democratico e sovrano”, dedicata alla fase di transizione politica che attraversa il Paese dei Cedri, organizzata dalla Senatrice e presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato, Stefania Craxi, presenti il Senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva, Carla Jazzar, Ambasciatrice del Libano a Roma, Fabio Squillante, direttore generale di Agenzia Nova, Talal Khrais, corrispondente da Roma di NNA (National News Agency) e presso la Santa Sede.

Roma non ha mai assistito a una così forte dimostrazione di solidarietà al Libano da parte del Parlamento italiano: l’Italia ribadisce il suo pieno sostegno al Libano e garantisce la continua presenza delle forze armate italiane a supporto dell’esercito libanese.
Stefania Craxi, che ha promosso questo evento a sostegno della sovranità e della democrazia in Libano, in apertura ha detto: “Stiamo lavorando anche per sostenere l’addestramento del sistema di polizia libanese. Il Libano sta soffrendo non solo per difficoltà finanziarie, ma anche per un peso enorme di rifugiati dalla Siria, e risente di tutto ciò che accade nell’area, soprattutto nel sud del Libano”. E ancora: “È un grande esempio di convivenza tra le confessioni: ricordo che ci sono ben 18 comunità confessionali in Libano ed è per noi una priorità della politica estera italiana. Il Libano è un tassello importante del mosaico che riguarda il Medio Oriente. La stabilità, la sovranità, il percorso democratico del Libano sono interesse dell’Italia e dell’Europa. Bisogna continuare a sostenerlo, abbiamo fatto molto da sempre. Ricordo che dall’inizio dell’istituzione della missione UNIFIL, l’Italia è presente con il secondo contingente”.

La Senatrice Craxi ha sottolineato la solidità del rapporto con il Libano, affermando che l’Italia non considera il Libano un Paese straniero, bensì una nazione amica con una posizione strategica per la sicurezza e la stabilità. Ha inoltre dichiarato che l’Italia continuerà a sostenere il Paese in tutti i settori, incluso il mantenimento di una presenza militare tecnica in Libano. Tale presenza continuerà a sostenere l’esercito libanese dopo il ritiro dell’UNIFIL, ritenendo necessario rafforzarne la partecipazione come garanzia di stabilità. Ha ricordato che il Presidente Joseph Aoun è la persona giusta per garantire stabilità, equilibrio in quella delicata regione del Medio Oriente. Pertanto, continuerà a sostenerlo, anche attraverso la propria presenza militare, nell’addestramento dell’esercito affinché possa estendere la propria sovranità su tutto il territorio libanese. Stefania Craxi ha sottolineato che il rafforzamento dell’esercito libanese è garanzia di stabilità.
L’incontro ha avuto l’obiettivo di riaffermare il sostegno dell’Italia al Libano, infatti, è operativo, a supporto dell’esercito, un contingente italiano indipendente dalla Forza di interposizione delle Nazioni Unite (UNIFIL).
L’evento si colloca in un momento di svolta geopolitica, la sfida resta tuttavia complessa perché il Libano affronta una crisi economica senza precedenti, aggravata dalla presenza di circa 1,8 milioni di profughi siriani, su una popolazione di 5,8 milioni di abitanti, ma è stata possibile l’elezione del Presidente della Repubblica, Joseph Aoun, ponendo fine a oltre due anni di vacanza istituzionale.

Durante l’incontro è stata ribadita l’importanza del sostegno politico ed economico dei governi occidentali e dell’Italia, storicamente presente nel Paese con oltre 1.250 militari, inquadrati nella Forza di interposizione
Il giornalista Talal Khrais ha ricevuto un attestato di apprezzamento da parte del direttore di Nova, Fabio Squillante.
Enrico Borghi, membro della Commissione Relazioni Internazionali e Difesa, è intervenuto, considerando il Libano essenziale per la stabilità e affermando che l’estensione dell’autorità statale è il primo passo verso la realizzazione di un Paese democratico e sovrano. Il Direttore dell’agenzia di stampa Nova ha ritenuto fondamentale la cooperazione tra Nova e l’agenzia di stampa nazionale, evidenziando questioni vitali che rafforzano le relazioni tra i due Paesi.

Il giornalista Talal Khrais ha menzionato i progetti di sviluppo intrapresi dall’Italia che avvicinano il popolo libanese e quello italiano, affermando che Libano e Italia sono due Paesi con un cuore solo. Talal Khrais ha espresso la sua gratitudine all’agenzia di stampa Nova, che è stata la prima a schierarsi al fianco dei colleghi dell’agenzia di stampa nazionale, ringraziandoli per la donazione che desiderano fare ai loro colleghi in Libano.
Il discorso dell’Ambasciatrice libanese è stato accolto con applausi e un caloroso benvenuto, e la Senatrice Craxi l’ha ringraziata per il suo toccante discorso. “È un grande onore e privilegio per me e per il mio Paese. Vorrei innanzitutto esprimere la mia sincera gratitudine alla Senatrice Stefania Craxi, non solo per questo invito, ma anche per la sua personale empatia, la sua preoccupazione e il suo impegno nei confronti del Libano. La Senatrice Craxi ha dimostrato, nel tempo, una profonda comprensione delle complessità del Libano e della sua importanza strategica nel Mediterraneo. Il suo impegno è sempre stato costante e basato sui principi. La sua leadership in Commissione Affari Esteri e Difesa riflette la convinzione che la diplomazia parlamentare possa rafforzare concretamente i partenariati internazionali. Sono particolarmente onorata che questa sia la prima volta che un Ambasciatore libanese sia stato invitato a parlare a questa stimata Commissione del Senato italiano. Questo è un segno di fiducia e serietà nel nostro dialogo bilaterale, cosa che apprezzo profondamente. Il tema del nostro incontro, “Per un Libano democratico e sovrano”, non è uno slogan, ma un obiettivo nazionale urgente, soprattutto perché sovranità e democrazia sono inscindibili. Uno Stato non può essere sovrano senza istituzioni efficaci, e le istituzioni non possono funzionare senza legittimità. La democrazia non può durare se non garantisce dignità umana e opportunità ai suoi cittadini”. E ancora: “Il Libano è profondamente impegnato in questo percorso, che è essenziale per il Paese, il Presidente della Repubblica libanese, il generale Joseph Aoun, ha chiaramente espresso questo impegno nel suo discorso inaugurale, ed è stato successivamente ribadito nella dichiarazione ministeriale dell’attuale governo libanese. Questo impegno si è tradotto in azioni concrete attraverso profonde riforme istituzionali volte a rafforzare la trasparenza e la responsabilità, oltre a iniziative legislative volte a garantire l’indipendenza della magistratura, ristrutturare il settore bancario e adottare pratiche di assunzione basate sul merito. Signore e signori, le relazioni tra Libano e Italia trascendono la sfera diplomatica. Si basano su un impegno concreto, una responsabilità condivisa e una visione a lungo termine, che abbraccia la maggior parte degli aspetti della vita: culturale, educativo, della sicurezza e altri. L’Italia è stata al fianco del Libano sia nei periodi di stabilità che in quelli di crisi. Il suo sostegno è sempre stato politico, umanitario, istituzionale e, soprattutto, strategico”. L’Ambasciatrice ha confermato che uno dei pilastri più importanti della relazione è la cooperazione in materia di sicurezza. Infatti, l’Italia ha partecipato alla Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL), ma ha svolto un ruolo di primo piano al suo interno. Per anni, è stata tra i maggiori e più stimati contributori. La leadership degli ufficiali italiani si è caratterizzata per professionalità, equilibrio e una profonda comprensione della delicata situazione nel Libano meridionale. La loro presenza ha contribuito in modo decisivo a mantenere la calma lungo la Linea Blu, prevenendo l’escalation e rafforzando il quadro delle risoluzioni internazionali. Ma il ruolo di UNIFIL non si è limitato alla dimensione militare; ha avuto anche una profonda valenza umanitaria. Per quasi due decenni, la sua presenza non si è limitata a scoraggiare i conflitti, ma anche a costruire un clima di fiducia con le comunità locali. È stato ricordato che nei villaggi del Libano meridionale, le unità italiane hanno supportato i comuni, interagito con le scuole e famiglie, contribuito a iniziative di sviluppo e fornito una presenza rassicurante nei periodi di tensione.
Questa interazione quotidiana ha contribuito a prevenire l’escalation degli incidenti e ha permesso alle famiglie di coltivare la terra, istruire i figli e vivere con un certo grado di stabilità nonostante le turbolenze regionali. La leadership italiana all’interno di UNIFIL ha dimostrato sia determinazione nello svolgimento della missione che sensibilità nella sua presenza.

L’Ambasciatrice Carla Jazzar, ha elogiato l’iniziativa affermando che: “Il recupero di democrazia e sovranità rappresenta un obiettivo nazionale importante per le autorità di Beirut, essendo i due concetti inseparabili. La democrazia non può sopravvivere se non garantisce dignità e pari opportunità ai suoi cittadini”.
L’Ambasciatrice ha valutato positivamente i rapporti tra Italia e Libano, che vanno “ben oltre la diplomazia” e sono caratterizzati da responsabilità comuni e da una visione di lungo periodo. “L’Italia è stata al fianco del Libano in tempi di stabilità e in tempi di profonda crisi, dando sostegno politico, umanitario, istituzionale e soprattutto strategico”, ha continuato, facendo riferimento al contributo italiano alla missione Unifil delle Nazioni Unite. “L’Italia ha contribuito a rafforzare le nostre Forze armate a favore della nostra sovranità, garantendo che la sicurezza del Paese possa rimanere nelle mani delle nostre istituzioni: e il Libano esprime gratitudine per questo sostegno”.
L’iniziativa è stata elogiata anche dal senatore Borghi, il quale l’ha definita un “momento da accogliere per l’Italia, per l’Europa, per le relazioni del Mediterraneo” e per consentire la “transizione complessa” di un Paese come il Libano. In un contesto caratterizzato dalla caduta del regime di al Assad, in Siria – che storicamente ha condizionato il sistema istituzionale libanese – e dall’indebolimento dell’influenza regionale iraniana.
Il Vicepresidente di Italia Viva ha spiegato che un Paese come l’Italia, che nelle relazioni mediterranee trova un “elemento strutturale della propria identità”, ha interesse e necessità a promuovere iniziative che favoriscano il recupero della sovranità del Libano. “Serve un dibattito ampio e vivo sul modello con cui riscrivere il sistema di governance del Medio Oriente, e se sia necessaria una postura militare, legata al business o di natura politica: io sostengo quest’ultima, perché una dimensione politica consentirebbe all’Italia, all’Unione europea e anche ad altri soggetti di instaurare un nuovo sistema di relazioni nel contesto mediterraneo”.
Il Senatore ha sottolineato la necessità di un rafforzamento dell’Unione europea, in modo da aiutare il processo di costruzione di uno Stato in Libano. “Più lo Stato libanese è forte, più sarà in grado di creare condizioni strutturali per togliere acqua al consenso nei confronti del terrorismo, che va sconfitto anche sul piano economico e sociale”.
L’obiettivo dell’evento, per riaffermare il sostegno italiano al Libano, in un momento di svolta geopolitica, caratterizzata dalla caduta di al Assad e dall’indebolimento dell’Iran, che a loro volta riducono la capacità di condizionamento di Hezbollah nei confronti delle istituzioni di Beirut, è stato presentato dal direttore generale di “Agenzia Nova”, Fabio Squillante. “Il Libano potrebbe avere la possibilità di risorgere e ricostruire le istituzioni statali che per tanti anni sono state messe da parte senza poter svolgere un’ azione efficace: resta la questione colossale legata al disarmo delle milizie di Hezbollah, ma l’impressione è che per il Libano ci sia una possibilità, e che sia necessario cercare di aiutare il Paese, mostrando la solidarietà dell’Italia, dell’Occidente e, per quanto possibile, anche dei giornalisti italiani”.
Talal Khrais, corrispondente da Roma dell’Agenzia governativa libanese “Nna”, ha ringraziato la Senatrice Craxi, ricordando che è stata “la prima leader europea a dire, senza fare sconti, che i siriani dovevano andarsene via dal Libano”. Talal Khrais ha poi aggiunto che il Libano “è l’unico Paese della regione ad avere una stampa libera”, chiedendo ai presenti di “sostenere la nostra stampa, perché se vogliamo costruire un Paese democratico la stampa deve essere libera”.
L’evento si è concluso con l’annuncio della donazione di 20 postazioni di lavoro all’agenzia ‘Nna’ da parte di ‘Agenzia Nova’, organizzata per sostenere lo svolgimento delle attività quotidiane della redazione, pesantemente danneggiata a seguito della devastante esplosione avvenuta nel porto di Beirut, il 4 agosto del 2020. L’iniziativa è stata elogiata dalla Senatrice Craxi, la quale ha ringraziato “Agenzia Nova” per “questo piccolo e grande gesto: la libertà di informazione è tra i pilastri della democrazia, e questo non è un piccolo gesto, perché indica una strada”. Parole di gratitudine sono arrivate anche da parte di Talal Khrais, che nel suo intervento ha ringraziato personalmente il Direttore Fabio Squillante. “È stato il primo a pensare di dare una mano a noi giornalisti libanesi”.




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