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Sicurezza idrica e clima al centro delle priorità: il modello del Marocco al centro del vertice UpM di Roma

30 set
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 1 ott

Amal El Harrar


Nel cuore di un Mediterraneo sempre più stretto nella morsa delle crisi climatiche e di una pressione ecologica senza precedenti, il Regno del Marocco sceglie di blindare il proprio futuro ponendo la sicurezza idrica e l'adattamento climatico al centro assoluto delle proprie priorità nazionali, attraverso un approccio integrato basato sulla diversificazione delle risorse. A ribadirlo con forza a Roma è stato l'ambasciatore del Marocco in Italia, Youssef Balla, intervenendo alla seconda riunione ministeriale dell'Unione per il Mediterraneo (UpM) sull'acqua.

Di fronte ai rappresentanti di circa 40 Paesi riuniti nella capitale per definire una risposta comune alle emergenze del bacino, un appuntamento co-presieduto da Italia, Giordania e Commissione europea che fa seguito al precedente vertice di Malta del 2017, il diplomatico ha tracciato le coordinate di una strategia d'avanguardia che non si limita alla gestione dell'emergenza, ma ridisegna l'architettura infrastrutturale del Paese.

La visione marocchina coniuga con pragmatismo la mobilitazione delle risorse idriche convenzionali con lo sviluppo di fonti non convenzionali: un imponente sforzo realizzativo che spazia dalla costruzione di nuove dighe e infrastrutture avanzate per il trasferimento dell'acqua fino all'accelerazione della desalinizzazione dell'acqua di mare e al riutilizzo sistematico delle acque reflue, affiancati da una rigorosa tutela delle falde acquifere e da una gestione più efficiente della domanda.


Ma la portata di questa transizione supera i confini nazionali per farsi diplomazia regionale e appello alla cooperazione: come ha sottolineato l'ambasciatore Balla, l'impatto di siccità prolungate, ondate di calore ed eventi estremi rende indispensabile unire le forze nel Mediterraneo attraverso la condivisione delle esperienze, l'innovazione, il trasferimento tecnologico e il rafforzamento delle capacità, mobilitando finanziamenti mirati per le comunità più esposte allo stress idrico.


Il vertice di Roma ha così segnato un passaggio chiave con l'adozione della seconda Dichiarazione ministeriale dell'UpM per il periodo 2026-2030, il lancio della "Rome Initiative on Water", pensata per tradurre gli impegni politici in progetti concreti tramite investimenti e assistenza tecnica, e l'approvazione di strumenti strategici sulla digitalizzazione delle risorse e sul nesso tra acqua, energia, alimentazione ed ecosistemi, confermando l'impegno costante di Rabat affinché l'acqua resti il perno indiscusso dell'agenda euro-mediterranea.

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