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Sul fascino di Riyadh e l'ambizione di Vision 2030

  • 21 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

Assadakah News

conversazione con l'ingegnere italiano Enrico Botti, membro fondatore di Assadakah


Nel contesto delle grandi trasformazioni in atto nella regione araba, il Regno dell'Arabia Saudita si distingue come una delle principali destinazioni globali per architetti e investitori. Oggi abbiamo incontrato l'ingegnere Enrico Botti, che vanta una vasta esperienza nel settore della progettazione architettonica in Italia, per discutere della sua recente esperienza nel "Regno incantevole" e della sua visione sulle opportunità di collaborazione tra aziende italiane e saudite.

 

Riyadh: un laboratorio globale che ricorda l'esperienza pionieristica italiana

 

D: Ha visitato di recente il Regno dell'Arabia Saudita. Come descriverebbe la sua prima impressione del Paese?

Ing. Enrico Botti: La verità è che la parola "incantevole" descrive al meglio l'Arabia Saudita. Io e i miei colleghi siamo tornati profondamente colpiti, non solo dalla bellezza naturale, ma anche dallo "spirito" del luogo. Riyadh oggi sta vivendo un'impennata positiva e un'incredibile espansione. Mi ricorda l'entusiasmo e la spinta allo sviluppo che l'Italia ha sperimentato durante il suo recente boom. Ovunque si guardi, si vedono cantieri, desiderio di rinnovamento e progetti architettonici che parlano di bellezza.

 

D: Come ingegnere specializzato, cosa l'ha colpita di più della nuova infrastruttura locale?

Ing. Enrico Botti: Siamo rimasti stupiti dal progetto della nuova metropolitana, un'infrastruttura di livello mondiale che coinvolge aziende e designer italiani da tutto il mondo. Spinto dalla mia passione, mi sono assicurato di visitare la stazione progettata dalla compianta Zaha Hadid; è un'opera d'arte che mostra l'investimento del governo saudita nella bellezza e nell'alta qualità. Il progetto "Linear Garden" di Riyadh ridefinirà anche il concetto di vita urbana per i suoi cittadini.

 

Vision 2030: una leadership illuminata per un futuro promettente


D: Lei ha esaminato "Vision 2030" lanciata dal Principe Mohammed bin Salman. Come interpreta questo progetto dall'interno?

Ing. Enrico Botti: Ho esaminato attentamente il programma con i miei colleghi prima di partire. È davvero straordinario che una nazione abbia una leadership così illuminata con una visione così chiara. "Vision 2030" non è semplicemente un piano economico; è un motore di crescita che spingerà l'Arabia Saudita verso traguardi globali senza precedenti. Stiamo già assistendo a questo sviluppo nel nord, ad Al-Ula e lungo la costa del Mar Rosso, attraverso hotel e progetti turistici architettonicamente straordinari.

 

Ponti di cooperazione tra Italia e Arabia Saudita

D: Abbiamo notato un significativo riavvicinamento nelle relazioni economiche di recente. Come vede il ruolo delle aziende italiane in questo scenario?

 

Ing. Enrico Botti: Le relazioni sono attualmente al loro meglio, soprattutto dopo l'incontro del Primo Ministro Meloni con il Principe Mohammed bin Salman. Noi italiani abbiamo un grande vantaggio; I sauditi amano l'Italia e apprezzano il nostro gusto e la nostra qualità, e tra noi si è creata una sinergia naturale. Mi sono sentito molto benvenuto negli uffici sauditi, dove si percepisce un alto livello di professionalità, soprattutto con il "Nuovo Codice Architettonico Saudita", che fonde la modernità con il patrimonio storico del Regno – un approccio molto positivo.


D: Di cosa hanno bisogno le aziende italiane e saudite per tradurre queste intese in progetti più concreti?

 

Ing. Enrico Botti: Ci manca quello che chiamo un "dialogo permanente". Abbiamo bisogno di uno spazio di scambio continuo, non solo... incontri informali. Suggerisco di creare una "piattaforma digitale" o di utilizzare tecnologie di realtà virtuale per riunire decisori finanziari, progettisti e ingegneri. I progetti di ingegneria richiedono una preparazione approfondita e avere uno spazio (anche virtuale) che colleghi queste competenze renderà il processo di "implementazione dei progetti sul campo" più rapido ed efficiente.

Tra Dubai e Riyadh... e il futuro dei "Data Center"

 

D: State seguendo gli sviluppi in altri paesi del Golfo, come gli Emirati Arabi Uniti?

Ing. Enrico Butti: Li stiamo certamente seguendo. Dubai è diventata un'icona globale e sta affrontando con intelligenza le sfide legate allo sviluppo e alle infrastrutture, come i recenti progetti di controllo delle inondazioni. Tuttavia, il mio interesse personale in questo momento è rivolto all'Arabia Saudita, grazie alla comunicazione diretta con gli ingegneri locali e alla nostra comune comprensione delle problematiche legate allo sviluppo.

 

D: Quali progetti, secondo lei, stanno plasmando il "futuro" nella regione?

Ing. Enrico Butti: I data center sono le "macchine del futuro". Il mondo intero ne ha bisogno e stiamo assistendo a importanti investimenti in questo settore. Il settore. L'Arabia Saudita e l'Italia possono collaborare strettamente in questo e in altri ambiti, a condizione che vi siano strutture stabili che garantiscano un dialogo continuo tra sviluppatori e professionisti.

 

"Riyadh non è solo una città in crescita; è un modello per il futuro, costruito con passione e professionalità." — Enrico Botti


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