Tunisia: 2 concessioni esplorazione idrocarburi al vaglio del Parlamento
- 24 feb
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Assadakah News

Il Segretario di Stato incaricato della Transizione energetica, Wael Chouchane, ha presentato una relazione sulla strategia del settore energetico e sugli indicatori relativi all'esplorazione e produzione di idrocarburi. Il bilancio energetico primario della Tunisia ha registrato nel 2025, un deficit di 6,3 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), in aumento del 18% rispetto al 2024, includendo il canone di transito del gas algerino. Secondo il rapporto sulla congiuntura energetica, pubblicato dall'Osservatorio nazionale dell'energia e delle miniere, il tasso di indipendenza energetica - che misura il rapporto tra risorse di energia primaria e consumo primario - si è attestato al 35%, nel 2025, in calo rispetto al 41%, del 2024. Senza contabilizzare il canone di transito, l'indicatore scenderebbe al 27%, contro il 31% dell'anno precedente. Le risorse di energia primaria si sono fermate a 3,4 Mtep nel 2025, segnando una contrazione del 10% su base annua, principalmente a causa della diminuzione della produzione nazionale di petrolio greggio e di gas naturale. Petrolio e gas continuano a rappresentare la componente dominante del mix, con una quota complessiva pari al 69%, delle risorse totali. La produzione di elettricità da fonti rinnovabili resta limitata e incide per il 3% sulle risorse primarie.
La commissione parlamentare Industria, Commercio, Risorse naturali, Energia e ambiente del Parlamento tunisino ha tenuto un'audizione con la Ministra dell'Industria, delle Miniere e dell'energia sui progetti di legge n. 71 e n. 72 del 2025, riguardanti rispettivamente la licenza di esplorazione di idrocarburi Chaal e la concessione di sfruttamento Sersina. Nel suo intervento, la Ministra, Fatma Thabet Chiboub, ha sottolineato che "i due disegni di legge rientrano negli sforzi dello Stato per contenere il deficit della bilancia energetica, ridurre la dipendenza dalle importazioni di prodotti energetici e alleggerire il peso dei sussidi, stimati in 4,993 miliardi di dinari (circa 1,47 miliardi di euro), nel bilancio 2026". Le misure mirano - ha spiegato la titolare dell'Industria tunisina - ad aumentare "la produzione nazionale nei settori degli idrocarburi e delle energie rinnovabili e a diversificare le fonti di approvvigionamento.
Dal canto loro, i deputati hanno evidenziato l'importanza del coordinamento tra potere legislativo, esecutivo per tutelare l'interesse generale, promuovere gli investimenti e garantire una gestione ottimale delle risorse naturali. È stata ribadita la necessità di una visione chiara in materia energetica, del rafforzamento della ricerca scientifica e dell'elaborazione di una mappatura dettagliata delle risorse minerarie, dei materiali da costruzione, nell'ottica di rafforzare la sovranità energetica e ridurre il deficit del settore.
I parlamentari hanno chiesto maggiore trasparenza e un contrasto efficace a eventuali fenomeni corruttivi. In replica, la Ministra ha assicurato che il ministero opera nel rispetto della legge e dei principi di trasparenza, disponendo, quando necessario, missioni di controllo affidate a team ispettivi indipendenti, in coordinamento con gli organi di vigilanza competenti, tra cui la Corte dei conti e l'Autorità di controllo, presso la presidenza del Consiglio dei ministri. Al termine della seduta, i membri della Commissione hanno concordato di convocare una nuova audizione con la Ministra Fatma Thabet Chiboub, sui progetti di legge relativi all'approvazione delle convenzioni per la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici. È stata programmata un'audizione con il Ministro del Commercio e dello Sviluppo delle esportazioni sulle misure di controllo, previste durante il mese di Ramadan, nonché un'audizione con i promotori della proposta di legge volta a vietare e criminalizzare l'abbandono dei rifiuti nei luoghi pubblici. In merito al progetto di legge n. 72/2025, relativo all'approvazione dell'accordo e dei suoi allegati per la concessione di sfruttamento Sersina. È stato illustrato l'iter procedurale seguito per continuare l'attività della concessione nell'ambito del regime generale delle concessioni scadute. Secondo quanto riferito dall'Assemblea dei rappresentanti del popolo (Arp), in una nota, la prosecuzione si basa su considerazioni di interesse pubblico, sulla presenza di riserve estraibili, su una redditività economica a favore dello Stato e della Società tunisina delle attività petrolifere (Etap), nonché sull'esistenza di infrastrutture condivise con altre concessioni in produzione. Per quanto riguarda il progetto di legge n. 71/2025, relativo all'emendamento dell'allegato n. 1, della convenzione speciale per la licenza di esplorazione Chaal, il Segretario di Stato ha spiegato che, "trattandosi di una licenza detenuta al 100% dall'Etap e considerata la necessità dello Stato di valorizzare tutte le risorse energetiche disponibili, si è optato per la modifica della convenzione al fine di estendere il primo periodo di rinnovo, fino al limite massimo previsto dall'articolo 23, del Codice degli idrocarburi, ossia quattro anni invece dei tre inizialmente stabiliti, e di rivedere gli impegni delle parti".
L'emendamento, è stato precisato da Chouchane, consentirà "maggiore flessibilità all'Etap nel completare i lavori esplorativi, regolarizzare la situazione giuridica della licenza e portare a termine gli studi tecnici".



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