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Tunisia fuga di ingegneri, in 10 anni partiti 46 mila

  • 23 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

Assadakah News

 

La Tunisia si confronta con una nuova allerta sul fronte del lavoro qualificato: secondo il presidente dell'Ordine degli ingegneri tunisini, Mohsen Ghrissi, circa 46 mila ingegneri hanno lasciato il Paese nell'ultimo decennio, su un totale di circa 105 mila iscritti, una quota vicina al 44% che conferma la dimensione strutturale della fuga di competenze. Il dato indica che l'accelerazione del fenomeno sarebbe iniziata dal 2014, sotto la spinta di reclutamenti esteri più aggressivi, stipendi più elevati fuori dalla Tunisia, migliori condizioni di lavoro e prospettive professionali considerate più favorevoli. Secondo la stessa ricostruzione, il picco sarebbe stato raggiunto nel 2022, con circa 6.700 partenze in un solo anno, pari a una media di una ventina al giorno. Per il mercato del lavoro tunisino il segnale è particolarmente sensibile, perché riguarda una categoria centrale per industria, infrastrutture, energia, digitale e innovazione.

Ghrissi ha inoltre richiamato l'attenzione non solo sull'esodo dei giovani laureati, ma anche sulla partenza crescente di profili senior con lunga esperienza, ritenuta più grave per l'impatto su formazione interna, capacità di supervisione e trasferimento di competenze. Sul piano delle risposte, il presidente dell'Ordine ha chiesto la convocazione di un consiglio dei ministri dedicato esclusivamente all'emigrazione degli ingegneri, sostenendo la necessità di una strategia pubblica che agisca su retribuzioni, condizioni di lavoro, valorizzazione professionale e percorsi di carriera. In chiave diacronica, l'allarme si inserisce in una tendenza già emersa nel 2025, quando in sede parlamentare erano stati evocati 39 mila partenze su 90 mila iscritti, con una stima del costo annuale della formazione pari a circa 650 milioni di dinari (200 mln di euro). Nel quadro tunisino, la vicenda riapre così il dossier su diritto al lavoro qualificato, remunerazione adeguata e capacità dello Stato di trattenere capitale umano strategico. L'esodo degli ingegneri viene ormai descritto in Tunisia come una questione di politica industriale e di sostenibilità del sistema produttivo nazionale.

 

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