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Tunisia: raccolto fiori d'arancio a Nabeul stimato tra 11.000 e 14.000 tonnellate

  • 3 ore fa
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Assadakah News


In Tunisia, la raccolta dei fiori d'arancio amaro, conosciuti localmente come Zahra, è un pilastro della tradizione agricola, economica concentrata quasi esclusivamente nella regione del Cap Bon.

La raccolta ha luogo tra fine marzo e aprile, e dura dalle 4 alle 5 settimane.

Il metodo di raccolta è rigorosamente manuale per preservare l'integrità dei petali.

I fiori vengono destinati alla distillazione per produrre l'essenza di Neroli (esportata per l'alta profumeria), mentre l'acqua di fiori d'arancio per uso alimentare e cosmetico locale.

Per produrre un chilogrammo di olio essenziale di Neroli, sono necessari circa 1.000 chilogrammi di fiori.

Attualmente, la Tunisia rimane uno dei primi tre produttori mondiali di fiori d'arancio amaro, ma il prezzo del Neroli tunisino, sui mercati internazionali, rimane elevato per la sua purezza. Mentre i fiori alimentano l'industria del lusso soprattutto in Francia e Italia.

Il governo tunisino ha avviato, nel 2025 una campagna aggressiva per aumentare l'export di agrumi (varietà Maltaise), verso l'Europa, puntando a superare le 15.000 tonnellate, per la stagione 2025-26.

Il raccolto stimato di fiori d'arancio nella regione di Nabeul, nel nord-est della Tunisia, si attesta tra le 11.000 e le 14.000 tonnellate. Lo ha dichiarato il capo dell'Unione regionale per l'agricoltura e la pesca marittima, Imad Bay, intervenendo all'emittente radiofonica tunisina "Diwan fm". Secondo il dirigente, la regione dispone di quattro strutture professionali situate nelle aree rurali dei distretti di Korba, Beni Khiar, Dar Chaabane e Nabeul, oltre a due cooperative attive nel settore, che rappresentano un pilastro importante per la produzione locale. Il responsabile ha evidenziato diverse criticità, in particolare, la carenza di manodopera qualificata per la raccolta dei fiori secondo i metodi tradizionali, fattore che incide negativamente sulla qualità del prodotto finale.

Per quanto riguarda i prezzi, Bay ha spiegato che una "wuzna", unità di peso equivalente a quattro chilogrammi di fiori, viene attualmente venduta a circa 20 dinari (circa sei euro), un livello ritenuto insufficiente a coprire i costi di produzione, soprattutto alla luce dell'aumento del costo del lavoro. Il rappresentante del settore ha chiesto una revisione dei prezzi: almeno 30 dinari (circa nove euro), per garantire un margine di profitto sostenibile agli agricoltori.

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