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Ue-Marocco: a Bruxelles il 15° Consiglio di associazione

  • 4 feb
  • Tempo di lettura: 6 min

Assadakah News

Ministro degli Esteri del Marocco - Nasser Bourita
Ministro degli Esteri del Marocco - Nasser Bourita

Si apprende dall’Agenzia Nova che a Bruxelles il Consiglio di associazione tra l'Unione europea e il Regno del Marocco si sono riuniti con lo scopo di rilanciare, approfondire le relazioni bilaterali.

L'incontro è stato co-presieduto dall'Alta rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Kaja Kallas, e dal Ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, giunto a Bruxelles alla guida della delegazione di Rabat. La Commissione europea è stata rappresentata dalla commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Suica. La riunione ha offerto l'occasione per un ampio scambio di vedute sulle principali questioni politiche, economiche, commerciali, sui temi della democrazia e dei diritti umani. Al centro del confronto anche i principali dossier di cooperazione, dalla gestione dei flussi migratori alla transizione ecologica, dall'innovazione allo sviluppo socio-economico inclusivo e sostenibile, fino ai contatti tra le persone e la sicurezza. Alla vigilia del trentesimo anniversario della firma dell'Accordo di associazione tra l'Unione europea (Ue) e il Regno del Marocco, Bruxelles e Rabat rilanciano il loro partenariato strategico, definito "ricco, multidimensionale e privilegiato", con l'obiettivo di elevarlo a nuovi livelli di cooperazione politica, economica e di sicurezza. È quanto emerge dalla dichiarazione congiunta dell'Alto rappresentante dell'Ue, per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, e del Ministro degli Affari Esteri marocchino, Nasser Bourita, diffusa al termine della quindicesima riunione del Consiglio di associazione Ue-Marocco. La riunione copresieduta dalle due parti, alla presenza della Commissaria europea per il Mediterraneo, Dubravka Suica, e dei Ministri degli Esteri degli Stati membri dell'Ue, ha rappresentato un momento simbolico e politico di primo piano per celebrare oltre mezzo secolo di cooperazione e fiducia reciproca. Secondo la dichiarazione il partenariato euro-marocchino si fonda su legami profondi e vitali tra i popoli, rafforzatisi nel tempo al servizio di interessi comuni e di una condivisa aspirazione di prosperità, pace e sicurezza.

Un capitolo rilevante dell'incontro è stato dedicato alla valutazione dello stato di attuazione dell'Accordo di associazione UE-Marocco, firmato nel 1996. Nel 2026 celebrerà il 30° anniversario.

Le parti ribadiranno la volontà comune di rilanciare e rafforzare il partenariato strategico, analizzando al contempo l'evoluzione del contesto regionale e internazionale, con particolare attenzione alla stabilità del Mediterraneo e del Nord Africa. Le relazioni tra il Marocco e l'Ue affondano le radici in oltre mezzo secolo di cooperazione, e si sono progressivamente consolidate. Un esempio significativo è rappresentato dal sostegno politico e finanziario dell'Ue agli sforzi del Marocco durante la pandemia di Covid-19.

Nel 2020 Bruxelles ha mobilitato oltre cinque miliardi di dirham (circa 460 milioni di euro), per far fronte alle esigenze sanitarie, socio-economiche immediate del Paese. Da allora, Ue e Marocco hanno riaffermato l'impegno a sostenere la ripresa post-pandemica, puntando sulla transizione verso modelli di sviluppo e consumi più sostenibili, sul rafforzamento della lotta al cambiamento climatico, sulla valorizzazione delle opportunità di un'economia più verde e sulla cooperazione regionale. Sul piano economico, l'Europa resta di gran lunga il primo partner del Marocco. Nel 2024 gli scambi di merci hanno raggiunto i 60,6 miliardi di euro, di cui 35 miliardi di euro di esportazioni europee verso il mercato marocchino. Dopo la contrazione del 2020 legata alla crisi sanitaria, il commercio bilaterale ha ripreso a crescere, segnando un aumento del 6%, nel 2023 rispetto al 2022, del 42% rispetto ai livelli pre-crisi. L'Ue è al tempo stesso il principale fornitore e il primo cliente del Marocco, assorbendo oltre il 60% delle esportazioni, mentre Rabat si conferma il primo partner dell'Unione, nella sponda sud del Mediterraneo.

Gli scambi commerciali si svolgono nel quadro dell'Accordo euro-mediterraneo di associazione, entrato in vigore nel 2000, successivamente integrato da accordi settoriali. Sul versante industriale, l'intesa ha introdotto un'eliminazione asimmetrica dei dazi: tutti i prodotti industriali marocchini accedono al mercato europeo in esenzione doganale dal 2000, mentre il Marocco ha beneficiato di un periodo di transizione fino al 2012, per liberalizzare i beni industriali di origine Ue. Un ulteriore passo è stato compiuto con l'accordo agricolo firmato nel 2010, entrato in vigore nel 2012, che ha ampliato l'accesso reciproco ai mercati per i prodotti agricoli, agroalimentari e della pesca, pur mantenendo tutele per i prodotti considerati sensibili. Nel 2010 le due parti hanno, inoltre, concluso un accordo sul meccanismo di risoluzione delle controversie commerciali, operativo dal 2012, con l'obiettivo di favorire soluzioni consensuali in caso di divergenze sull'applicazione dell'Accordo di associazione.

Nel 2013 Ue e Marocco hanno avviato i negoziati per un Accordo di libero scambio completo e approfondito (Aleca), volto a una maggiore integrazione delle rispettive economie, in particolare, nei settori dei servizi e degli investimenti. Dopo una lunga fase di stallo, la dichiarazione congiunta adottata in occasione del 14° Consiglio di associazione del 2019, ha riaperto la strada a una possibile ripresa dei colloqui. La Commissione europea ha successivamente ribadito, nelle sue comunicazioni sul Vicinato e nella revisione della politica commerciale, la disponibilità a rilanciare un Aleca adattato alle nuove priorità del partenariato o, in alternativa, a promuovere iniziative di modernizzazione, in grado di facilitare il commercio e gli investimenti sostenibili. In questa direzione, si inserisce anche il patto adottato nel settembre 2021 dai settori privati europeo e marocchino, che sollecita una modernizzazione delle relazioni commerciali tra le due sponde del Mediterraneo. La riunione di Bruxelles si inserisce dunque in un percorso di rilancio strategico del partenariato Ue-Marocco, chiamato a confrontarsi con nuove sfide geopolitiche regionali, economiche e climatiche, ma anche con opportunità crescenti di integrazione e cooperazione nel Mediterraneo allargato. Nel documento le parti ribadiscono l'impegno a consolidare il rapporto su “un piano di parità”, facendo leva sui risultati dello "Status avanzato" e del Partenariato euro-marocchino per una prosperità condivisa. Particolare soddisfazione, viene espressa per i progressi compiuti nei quattro ambiti strutturanti della cooperazione: convergenza dei valori; coesione economica e sociale; conoscenza condivisa; consultazione politica e cooperazione rafforzata in materia di sicurezza. Tali progressi riguardano settori chiave come lo sviluppo socioeconomico inclusivo e sostenibile, il commercio e gli investimenti, il partenariato verde e la lotta ai cambiamenti climatici, la ricerca e l'innovazione, la cultura, la migrazione e la mobilità, oltre alla prevenzione dell'estremismo violento e alla cooperazione in materia di sicurezza e giustizia.

La solidità del partenariato è confermata anche dal sostegno finanziario dell'Ue. Il Marocco rimane infatti "il principale beneficiario dei fondi europei nel Nord Africa", con un volume di finanziamenti pari a circa 270 milioni di euro all'anno nel periodo 2021-2024, tra stanziamenti bilaterali e fondi Fesr+, integrati da investimenti strutturali della Banca europea per gli investimenti e delle istituzioni finanziarie degli Stati membri. Sul piano geopolitico, Ue e Marocco hanno sottolineato il ruolo cruciale della loro partnership nel fornire risposte coordinate alle sfide regionali e globali, ribadendo l'impegno comune per un ordine internazionale basato su regole, un multilateralismo efficace e il rispetto del diritto internazionale. In tale contesto, le parti hanno scambiato valutazioni sugli sviluppi in Medio Oriente, riaffermando il sostegno alla soluzione dei due Stati e la necessità di proteggere i civili a Gaza, garantendo un accesso umanitario rapido e senza ostacoli. Inoltre, è stato ribadito il sostegno al Comitato Al Quds, presieduto dal Re Mohammed VI.

Ampio spazio dedicato anche al conflitto in Ucraina.

Ue e Marocco hanno deplorato "il protrarsi della crisi a quasi quattro anni dalla violazione dell'integrità territoriale ucraina, da parte della Russia", riaffermando il principio del rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale degli Stati e la necessità di una "pace giusta e duratura" in conformità con la Carta delle Nazioni Unite. Sul dossier del Sahara Occidentale, la parte europea ha ribadito il proprio impegno per una soluzione politica sotto l'egida dell'Onu, accogliendo con favore la risoluzione 2797 (2025) del Consiglio di Sicurezza, che sostiene gli sforzi del Segretario generale e del suo Inviato personale e considera il piano di autonomia, proposto dal Marocco "una delle soluzioni più praticabili". L'Ue ha inoltre espresso disponibilità a contribuire alla facilitazione delle consultazioni tra le parti.

La dichiarazione affronta infine il tema del vicinato comune, richiamando l'iniziativa degli Stati dell'Africa atlantica e la strategia Global Gateway, la necessità di rafforzare la cooperazione euro-mediterranea, con i partner africani, in particolare per promuovere stabilità e sicurezza nel Sahel. In questo quadro, viene salutato con favore il Patto per il Mediterraneo, lanciato a Barcellona, nel novembre 2025, e "il ruolo svolto dal Marocco nell'arricchirne i contenuti", anche attraverso il ritiro di alto livello organizzato a Rabat, nel settembre scorso. In conclusione, Ue e Marocco riaffermano "con rinnovata determinazione", l'impegno a proseguire, intensificare gli scambi al fine di "elevare il partenariato Ue-Marocco, al livello delle ambizioni comuni". Le parti si impegnano infine ad approfondire "ulteriormente e regolarmente" il dialogo politico e a rafforzare il partenariato strategico, ampliandolo in tutti i settori prioritari per entrambe le parti, a maggior beneficio dei loro cittadini.

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