Wael Al-Mawla: la storica visita di Papa Leone XIV in Algeria
- 17 mar
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National News Agency NNA

Nel contesto del crescente interesse internazionale per la visita prevista di Papa Leone XIV in Algeria, abbiamo realizzato questa intervista con lo scrittore e giornalista siriano Wael Al-Mawla, esperto di affari del Medio Oriente. Al-Mawla ha scritto numerosi articoli sulla convivenza e sul dialogo tra le civiltà. È inoltre membro del consiglio esecutivo dell’Associazione di Amicizia Italo-Araba e nei suoi articoli analizza questioni politiche, culturali e religiose della regione, con particolare attenzione al ruolo del dialogo umano nel fronteggiare i conflitti.
Domanda: Come interpreta la visita prevista di Papa Leone XIV in Algeria tra il 13 e il 15 aprile 2026?
Ritengo che questa visita abbia una dimensione storica e simbolica molto importante, perché è la prima volta che un Papa della Chiesa cattolica compie una visita ufficiale in Algeria a questo livello. Tuttavia la sua importanza non riguarda solo l’aspetto religioso, ma anche il messaggio umano che porta con sé. Oggi viviamo in un mondo in cui aumentano le guerre e le divisioni, soprattutto in Medio Oriente. Per questo motivo, ogni iniziativa di dialogo tra religioni e civiltà assume un valore eccezionale. Questa visita sembra ricordarci che il dialogo è ancora possibile anche in tempi di conflitto.
Domanda: Quali sono le dimensioni politiche e diplomatiche di questa visita?
Oltre alla dimensione spirituale, la visita porta anche significati politici e diplomatici. L’incontro del Papa con il presidente Abdelmadjid Tebboune riflette una volontà comune di rafforzare le relazioni tra Algeria e Vaticano. Ma il messaggio più ampio è che il dialogo tra Stati e culture deve rimanere aperto. Storicamente, il Vaticano svolge un ruolo morale e simbolico nelle relazioni internazionali e spesso cerca di incoraggiare soluzioni pacifiche e di promuovere la cultura della pace.
Domanda: Il programma della visita include tappe simboliche come la basilica di Notre-Dame d’Afrique e il ricordo dei monaci di Tibhirine. Che cosa rappresentano questi luoghi?
La scelta di questi luoghi ha significati profondi. La Basilica di Notre-Dame d’Afrique, che domina il Mar Mediterraneo, rappresenta un simbolo di comunicazione culturale tra le due sponde del Mediterraneo, cioè tra Europa e Nord Africa. La visita al memoriale dei monaci di Tibhirine porta invece una forte dimensione umana e spirituale, perché richiama una fase dolorosa della storia dell’Algeria durante gli anni della violenza negli anni Novanta. Allo stesso tempo, però, riflette l’idea che la memoria possa trasformarsi in un messaggio di pace e riconciliazione.
Domanda: La visita comprende anche la città di Annaba, legata a Sant’Agostino. Qual è l’importanza di questa tappa?
È una tappa estremamente simbolica, perché Sant’Agostino è considerato uno dei più importanti pensatori del cristianesimo nella storia, ed è nato e cresciuto nel Nord Africa. La visita del Papa in questo luogo ricorda l’identità storica e culturale della regione, che per secoli è stata un crocevia di civiltà e religioni. A mio avviso, questo messaggio è molto importante perché sottolinea che la storia condivisa tra i popoli può diventare una base per il dialogo nel presente.
Domanda: Questa visita può contribuire a rafforzare il dialogo tra islam e cristianesimo?
Certamente. Il dialogo tra religioni è diventato una necessità in un’epoca di guerre e conflitti. Il Medio Oriente oggi attraversa una fase molto sensibile, piena di tensioni. Per questo motivo ogni iniziativa che favorisca la comprensione tra le religioni è di grande importanza. Il Vaticano è sempre stato tra le istituzioni che promuovono il dialogo tra islam e cristianesimo, e questa visita si inserisce proprio in questa direzione.
Domanda: Quale ruolo possono svolgere le iniziative spirituali in un mondo sempre più teso?
Credo che il mondo oggi abbia bisogno di rafforzare la dimensione spirituale delle religioni, non dal punto di vista delle differenze dottrinali, ma da quello dei valori umani comuni. Le religioni, nella loro essenza, invitano alla misericordia, alla pace e alla giustizia. Quando ci si concentra su questi valori, le religioni possono diventare una forza positiva che contribuisce ad alleviare i conflitti invece di alimentarli. In definitiva, l’umanità resta il più grande denominatore comune tra i popoli.
Domanda: Come valuta il ruolo del Vaticano in questo contesto?
Per molti nel mondo, il Vaticano rappresenta un’importante autorità morale e spirituale. Anche se non è una potenza politica nel senso tradizionale, la sua influenza morale è significativa. Le iniziative promosse dal Vaticano per il dialogo tra religioni e culture costituiscono un tentativo di preservare uno spazio di speranza in un mondo turbolento. Si può dire che il Vaticano cerchi di essere un rifugio morale per l’idea del bene e della pace, un ruolo di cui il mondo ha oggi più bisogno che mai.
Domanda: In che modo questa visita può influenzare l’immagine dell’Algeria nel mondo?
Credo che rafforzerà l’immagine dell’Algeria come paese aperto al dialogo tra civiltà e religioni. Accogliere il capo della Chiesa cattolica in un paese a maggioranza musulmana invia un messaggio forte sulla possibilità della convivenza tra religioni. Momenti come questo ricordano al mondo che la storia condivisa tra i popoli può essere una fonte di avvicinamento, non di conflitto, e che l’umanità è sempre capace di trovare spazi di incontro nonostante tutte le sfide.
Intervista realizzata dal corrispondente dell’Agenzia Nazionale dell’Informazione a Roma.




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