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Arabia Saudita-Public Investiment Fund, una nuova strategia

  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Chiara Chimienti (Assadakah News)


Il fondo sovrano saudita Public Investment Fund (Pif), che gestisce uno degli asset più ricchi al mondo, equivalente a quasi mille miliardi di dollari, si riallinea secondo una nuova strategia che restringe il focus a sei aree d’investimento. Riyadh infatti ricalibra la spesa dopo un decennio di forti investimenti interni ed esterni. Secondo il quotidiano britannico Financial Times, i sei ecosistemi su cui si poserà la maggiore attenzione del Regno saudita, sono: turismo e intrattenimento, sviluppo urbano, manifattura avanzata, industria e logistica, energia pulita e infrastrutture per le rinnovabili, oltre a Neom, il progetto emblema del principe ereditario Mohammed bin Salman. Il governatore del fondo, Yasir al-Rumayyan ha spiegato che il Pif punta ad aumentare l’efficienza nell’impiego del capitale, senza tuttavia rinunciare agli investimenti internazionali. La revisione della strategia era stata avviata prima della guerra fra Stati Uniti, Israele e Iran, ma il conflitto ha aumentato le pressioni finanziarie sul Regno, già alle prese con liquidità più stretta e un deficit di bilancio in allargamento. In generale, il Fondo, negli ultimi anni, ha spostato sempre di più il proprio baricentro sull’economia domestica, dove oggi si concentra circa l’80% del portafoglio del Paese.

La nuova impostazione si inserisce nel più ampio quadro del programma di trasformazione economica Vision 2030, attraverso il quale Riyadh punta a rafforzare settori non legati agli idrocarburi e a consolidare filiere produttive interne capaci di sostenere la crescita nel medio periodo. In questo contesto, il Pif continua a rappresentare uno dei principali strumenti operativi della strategia economica del regno, con il compito di accompagnare lo sviluppo di grandi progetti infrastrutturali e urbani e di favorire l’attrazione di investimenti esteri. Secondo alcuni osservatori, la scelta di concentrare le risorse su sei principali assi riflette anche l’esigenza di rendere più selettivo l’impiego del capitale dopo anni caratterizzati da una forte espansione degli investimenti, sia sul piano domestico sia su quello internazionale. Il rafforzamento del focus interno risponde inoltre all’obiettivo di sostenere la creazione di nuove opportunità occupazionali e di accelerare la costruzione di un tessuto industriale più diversificato.

Allo stesso tempo, le autorità saudite continuano a considerare strategica la presenza del fondo sui mercati globali, in particolare nei settori tecnologici, infrastrutturali e dell’intrattenimento, ritenuti utili anche per favorire il trasferimento di competenze verso l’economia nazionale. In questa prospettiva, la revisione della strategia non rappresenta un ridimensionamento dell’impegno internazionale del Pif, ma piuttosto un tentativo di riequilibrare le priorità di investimento alla luce delle nuove condizioni economiche e del contesto regionale più instabile. La ricalibrazione della spesa interviene inoltre in una fase in cui il governo saudita è chiamato a sostenere programmi di sviluppo particolarmente ambiziosi, tra cui lo stesso progetto Neom, considerato centrale nella narrazione della modernizzazione promossa dal principe ereditario Mohammed bin Salman e destinato a svolgere un ruolo simbolico e operativo nel processo di trasformazione economica del Paese.

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