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Armenia - Khudatyan al Forum marittimo di Batumi

31 ago
Tempo di lettura: 2 min

Letizia Leonardi (Assadakah News) - Il ministro delle Infrastrutture della Repubblica d'Armenia Davit Khudatyan sarà in Georgia il 6 e 7 settembre per partecipare al Georgia International Maritime Forum (GIMF) in programma a Batumi.

La missione è stata autorizzata dal primo ministro Nikol Pashinyan. Al rientro, il ministro dovrà presentare entro tre giorni una relazione sui risultati della missione.

Il forum, organizzato dalla Maritime Transport Agency della Georgia, riunirà ministri, rappresentanti delle amministrazioni marittime, organizzazioni internazionali, istituzioni finanziarie e settore privato. L'edizione 2026 è dedicata in particolare alla connettività regionale, allo sviluppo del Middle Corridor, alla logistica, all'integrazione tra trasporto ferroviario, porti e navigazione e alla diversificazione delle rotte commerciali.

La presenza armena assume un interesse particolare proprio per la crescente attenzione di Yerevan alla diversificazione delle proprie infrastrutture e delle vie commerciali. Il Middle Corridor, conosciuto anche come Trans-Caspian Transport Route, collega l'Asia centrale all'Europa attraverso il Mar Caspio, il Caucaso e la Georgia, offrendo una direttrice alternativa alle tradizionali rotte settentrionali.

Nonostante l'Armenia non abbia accesso al mare, il Paese è direttamente interessato alla costruzione di nuove reti terrestri e ferroviarie nel Caucaso meridionale. In questo quadro, i rapporti con la Georgia rappresentano un elemento importante per la connettività armena verso i porti del Mar Nero e i mercati europei.

Il programma ufficiale del GIMF indica inoltre tra i temi della prima giornata proprio la nuova geografia del commercio mondiale, l'integrazione fra trasporto marittimo e ferroviario e la resilienza delle catene di approvvigionamento. Khudatyan figura tra i relatori del panel dedicato alla connettività del Mar Nero e del Middle Corridor.

La partecipazione armena si inserisce dunque in una fase nella quale Yerevan sta cercando di ampliare e diversificare le proprie connessioni regionali, senza affidarsi a un'unica direttrice commerciale.

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