Armenia - L'UE valuta la possibile adesione

Letizia Leonardi (Assadakah News) - Bruxelles accoglie con interesse l'apertura di Pashinyan per una possibile entrata in UE della Repubblica d'Armenia ma sottolinea che l'ingresso richiede una procedura formale e basata sui criteri di merito.
L'Armenia potrebbe avviare a breve il percorso formale per chiedere l'adesione all'Unione Europea. L'annuncio del primo ministro Nikol Pashinyan, pronunciato davanti al Parlamento di Yrevan, ha ricevuto da Bruxelles una risposta favorevole ma prudente.
La portavoce della Commissione europea Paula Pinho ha dichiarato che l'interesse dell'Armenia per l'adesione rappresenta una nuova espressione dell'attrattiva esercitata dall'Unione sui cittadini e ha aggiunto che Bruxelles segue la questione "con interesse". Il portavoce europeo per l'allargamento Markus Lammert ha però ricordato che l'adesione all'UE passa attraverso un processo definito e basato sul merito e richiede innanzitutto la presentazione formale della candidatura.
La precisazione è importante: l'Armenia non è oggi un Paese candidato all'adesione all'UE. L'eventuale presentazione della domanda costituirebbe l'avvio di un processo che richiederebbe successivamente valutazioni e riforme molto ampie.
Pashinyan ha spiegato che il referendum sull'adesione avrebbe senso dopo che sarà possibile valutare concretamente la prospettiva europea del Paese. Secondo il premier, dunque, Yerevan dovrebbe prima presentare la propria candidatura e verificarne la concretezza, per poi sottoporre la questione agli elettori.
Il possibile ingresso nell'UE pone tuttavia un problema particolarmente delicato nei rapporti con Mosca. L'Armenia è infatti membro dell'Unione economica eurasiatica (EAEU), guidata dalla Russia, e continua a mantenere importanti rapporti economici con i Paesi dell'organizzazione.
Il Cremlino ha già segnalato l'esistenza di una potenziale incompatibilità normativa. Il portavoce Dmitry Peskov ha sostenuto che, una volta presentata la domanda europea, l'Armenia dovrebbe progressivamente allineare la propria legislazione a quella dell'UE in settori come commercio, dogane e norme fitosanitarie. Secondo Mosca, gli standard europei non coincidono con quelli dell'EAEU e ciò potrebbe creare "profonde contraddizioni".
La questione non è quindi soltanto politica ma anche economica e normativa. L'eventuale adesione europea richiederebbe a Yerevan di affrontare il rapporto tra due sistemi di integrazione economica con regole differenti.
Nel frattempo, il rapporto Armenia-UE si è comunque intensificato. Bruxelles sottolinea di essere già impegnata nell'avvicinamento dell'Armenia attraverso cooperazione nei settori della connettività, del commercio e di altri ambiti. Nel luglio 2026 il governo armeno ha inoltre avviato il processo di ratifica dell'accordo quadro di cooperazione strategica con gli Stati Uniti sul progetto TRIPP, ulteriore elemento del processo di diversificazione delle connessioni economiche e infrastrutturali della piccola Repubblica caucasica.
La partita europea dell'Armenia è dunque appena all'inizio. Bruxelles ha mostrato apertura, ma non ha promesso scorciatoie: prima della prospettiva di adesione ci sarebbe un lungo percorso di valutazione e adeguamento. Mentre all'Ucraina, che ha dimostrato molti casi di corruzione e di carente spirito democratico, nessuna riforma si chiede e viene affermato anzi che le riforme necessarie sono state fatte, nonostante sia un Paese in guerra, per l'Armenia va tutto valutato attentamente. Come al solito due pesi e due misure che dovrebbe far riflettere il governo di Yerevan.




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