Armenia - La stagione del Prunus, un’occasione per scoprire un Paese da sogno
- 4 giorni fa
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Assadakah News - Questa settimana segna l'inizio della stagione dell'incomparabile albicocca armena (Prunus Armeniaca). In questa occasione, vorremmo condividere con voi la storia di questo straordinario frutto, intrecciato alla storia, alla cultura e all'identità armena da millenni.
L'albicocca è profondamente legata agli altopiani armeni ed è da tempo considerata un simbolo della terra fertile, dell'abbondanza di sole e del ricco patrimonio dell'Armenia.

Riferimenti storici all'albicocca si ritrovano in diverse civiltà antiche. Già nel 3° millennio a.C. gli Accadi la chiamavano "Armanu" ("armeno"), mentre alcuni antichi popoli mesopotamici chiamavano l'albicocco "Khazura Armenaya", ovvero "melo armeno". Ancora oggi, uno dei nomi arabi tradizionali dell'albicocca, "Tuffah al-Armani", significa "mela armena".
Il nome scientifico del frutto, Prunus Armeniaca ("prugna armena"), riflette il suo antico legame con l'Armenia. Secondo fonti storiche, nel I secolo a.C., il generale romano Lucullo, dopo una battaglia contro il re armeno Tigrane il Grande, portò a Roma degli alberi di albicocco dall'Armenia come "trofeo". Lì, gli alberi furono coltivati e divennero noti come "prugna armena". Da Roma, l'albicocco si diffuse gradualmente in tutta Europa. A Venezia e Trieste l’albicocca e’ chiamata “armellina” (termine di ch iara derivazione armena.
Nonostante abbia assunto nuovi nomi e si sia diffusa in diversi continenti, l'albicocca è rimasta indissolubilmente legata alla terra in cui prospera da millenni. Molti credono che solo nel clima unico dell'Armenia, sotto il suo abbondante sole e nel suo fertile terreno vulcanico, il frutto abbia conservato il suo aroma, sapore e carattere originali. Per questo motivo, l'albicocca rimane ancora oggi uno dei simboli più preziosi dell'Armenia e un'espressione duratura del patrimonio culturale e naturale del paese.
Il colore centrale delle tre strisce della bandiera della Repubblica d'Armenia è l'arancione, che nel paesaggio naturale armeno corrisponde al colore dell'albicocca. Simboleggia il talento creativo e la diligenza del popolo armeno.
Il duduk, l'amato strumento musicale nazionale armeno, è realizzato esclusivamente in legno di albicocco, che gli conferisce il suo suono unico, caldo e profondo.
Il festival cinematografico armeno, acclamato a livello internazionale, porta con orgoglio il nome di "Albicocca d'Oro".
Oltre al suo significato culturale, l'albicocca è molto apprezzata anche per i suoi benefici nutrizionali. Povera di calorie e ricca di vitamine, acidi organici e minerali, è particolarmente ricca di vitamina C e potassio, un nutriente essenziale che favorisce la salute del cuore, la funzione muscolare, la trasmissione nervosa e il mantenimento di una pressione sanguigna sana. La stagione delle albicocche armene è breve, dura solo poche preziose settimane. Vale la pena di scoprire l'Armenia in questo periodo speciale dell'anno, i paesaggi mozzafiato, la ricca cultura e l’ospitalità.




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