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Beirut - Sei anni dall’esplosione al porto

  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

(Antoinete Chalita, Beirut) - Sono passati sei anni dall'esplosione al porto di Beirut. Il ricordo del 4 agosto 2020, sei anni fa, rimarrà un capitolo doloroso e indimenticabile nella coscienza del popolo libanese e del mondo intero...

Momenti di terrore, paura, morte e distruzione... restano impressi nella mia memoria... è stata l'esplosione più grande non nucleare 

In quel triste giorno dopo aver seguito gli sviluppi su vari canali libanesi, arabi e internazionali per capire cosa stesse succedendo, siamo rimasti incollati ai nostri schermi, senza fiato e terrorizzati, fino alle 2:00 del mattino, affinché potessi essere pienamente informato su tutti gli eventi e continuare a monitorarli... perché il mio lavoro di domani al Ministero dell'Informazione mi impone di seguire da vicino la situazione.

Mi sono recata al lavoro al ministero la mattina presto. L'autostrada Dora (nord versi il centro di Beirut)  era chiusa in entrambe le direzioni e c'era un massiccio dispiegamento di forze di sicurezza e militari. Le poche persone presenti avevano volti cupi, disperati, infelici, turbati e spaventati.

Mi sono diretta al lavoro percorrendo la strada parallela all'autostrada, come mi avevano indicato le forze di sicurezza. Arrivata nella zona di Gemmayzeh, mi sono persa. Non sapevo più dove andare, tanta era la paura che mi assaliva. Non sapevo nemmeno dove mi trovassi.

Mi sembrava di essere in una città fantasma, in una zona completamente devastata, diversa da qualsiasi altra città che conoscessi.

Rimasi in piedi sul ciglio della strada, sopraffatta dall'impulso di piangere, finché non incontrai un soldato. Gli chiesi indicazioni per arrivare a Hamra il quartire dove si trova la National News Agency.

Vedermi rattristò il soldato, eppure riuscì a tranquillizzarmi e a guidarmi sulla strada giusta, come se fossi ignorante, sciocca o ingenua. Ebbi la sensazione che volesse accompagnarmi alla località di villeggiatura, per compassione, visto che era la prima volta che percorrevo quella strada. La mia presenza lo rattristò, e in quel momento mi sentii come l'attore "Dweik" che passa per Beirut per la prima volta...

Una scena che mi fece piangere... e una situazione che mi fece ridere... Arrivai al ministero combattuto tra le due emozioni, raccontando ai miei amici l'accaduto, tra lacrime e compassione...

Racconto questi eventi... e li ricordo affinché non vengano dimenticati... finché non sarà fatta giustizia... se Dio vuole.

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