Cisgiordania - Rivolta in corso, vittime e feriti
- 5 giorni fa
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Assadakah News - In Cisgiordania (West Bank) è in corso una rivolta su vasta scala, in una grave e continua escalation di violenza. Le informazioni pervenute parlano di continui attacchi di coloni israeliani, protetti da polizia ed esercito, e di una risposta organizzata da parte dei palestinesi, sottoposti da anni e anni a una continua vessazione.
I coloni israeliani si accaniscono contro i villaggi palestinesi (come a Qusra), e si registrano scontri con le forze di sicurezza di Tel Aviv.
Gli episodi di violenza e l'accerchiamento delle famiglie locali hanno suscitato forti condanne e preoccupazione globale per la stabilità dell'intera regione.
L'esercito israeliano ha disposto un massiccio rafforzamento dopo gli scontri nei pressi del villaggio palestinese di Tell, nell'area di Nablus. Negli incidenti hanno perso la vita quattro palestinesi e due soldati israeliani.

I soldati della IDF si stanno preparando per un'ampia attività operativa antiterrorismo nel settore, ha annunciato in una nota il ministro della Difesa Israel Katz: “Agiremo con forza contro i terroristi e i loro mandanti. Non permetteremo che il terrorismo in Giudea e Samaria rialzi la testa”. Inoltre, decine di coloni hanno fatto irruzione nel villaggio palestinese di Jit.
L'episodio si inserisce in un contesto di crescente violenza in quest'area, e anche a Nablus e Jenin si stanno verificando scontri.
Le Nazioni Unite denunciano un progressivo deterioramento della situazione. L'Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) segnala che nel 2026 oltre 3.200 palestinesi sono stati costretti a lasciare le proprie abitazioni a causa degli attacchi dei coloni e delle demolizioni. Gli insediamenti, le restrizioni alla libertà di movimento e le operazioni militari israeliane stanno limitando l'accesso a servizi essenziali, scuole e mezzi di sostentamento. Dall'inizio del 2023 più di 6.200 palestinesi, tra cui oltre 3.000 bambini, sono stati sfollati in seguito alla violenza dei coloni e alle restrizioni collegate.
Le organizzazioni umanitarie impegnate nella tutela dell'infanzia esprimono forte preoccupazione. L'Unicef ha denunciato che, dall'inizio del 2025, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est sono stati uccisi almeno 70 bambini e oltre 800 sono rimasti feriti, definendo gli episodi parte di «uno schema persistente di gravi violazioni contro i minori».
Save the Children continua a segnalare il pesante impatto della violenza sui minori palestinesi, sottolineando come sfollamenti forzati, restrizioni alla mobilità e continui episodi di violenza compromettano l'accesso all'istruzione, all'assistenza sanitaria e al sostegno psicologico, aggravando una situazione che le agenzie umanitarie descrivono ormai come una crisi di protezione sempre più estesa.
Particolarmente difficile la situazione intorno agli avamposti illegali israeliani nell’Area B della Cisgiordania, sottoposta all’amministrazione civile palestinese e al controllo di sicurezza di Israele, specialmente vicino al villaggio palestinese di Deir Istiya, a sud di Nablus.
A Qusra, da quasi due settimane i coloni israeliani stanno circondando le abitazioni nella zona di Ras al Ain, impedendo ai residenti di uscire o entrare. La IDF ha dichiarato l’area “zona militare chiusa”.




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