Roma - “Uniti per il Sudan”
- 26 mar
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Assadakah News - Dal 1994, anno della fondazione, la associazione internazionale di Amicizia Italo-Araba è sempre stata a fianco del Sudan, in cooperazione con l’Ambasciata del Sudan in Italia, con iniziative ed eventi per sensibilizzare la comunità internazionale su questo Paese, da anni funestato da conflitti interni, e con una popolazione che continua a vivere di stenti.

L’ultimo evento si è svolto mercoledi 25 marzo, “Uniti per il Sudan: Roma accoglie un grido umanitario per una guerra dimenticata”, nella storica cornice della Sala Revitalio, presso la Camera dei Deputati.
L'iniziativa è stata promossa e organizzata da ASI Nazionale, tramite l’Area Cultura, presieduta dal Responsabile Nazionale, Michele Cioffi, e del Settore Nazionale ASI sul multilateralismo umanitario e sociale, presieduto dalla dottoressa Elisabetta Pamela Petrolati. L’incontro ha rappresentato un momento di alto profilo istituzionale e culturale, riunendo rappresentanti del mondo politico, diplomatico, accademico e del terzo settore. Lo scopo è di rompere il silenzio internazionale che circonda una delle più gravi crisi umanitarie dei tempi moderni. L'evento, organizzato dal Settore Culturale della Fondazione ASI, non è stato un semplice incontro diplomatico, ma una piattaforma morale per riportare l’attenzione del mondo verso Khartoum e il popolo del Sudan.
Riportare al centro dell’attenzione internazionale la grave crisi umanitaria in corso nel Paese africano e avviare una concreta iniziativa di solidarietà attraverso una raccolta fondi nazionale. L’incontro ha rappresentato un momento di alto profilo istituzionale e culturale, riunendo rappresentanti del mondo politico, diplomatico, accademico e del terzo settore.
Ampio spazio è stato dedicato alla dimensione culturale e scientifica, con l’intervento del professor Eugenio Fantusati, che ha illustrato lo stato di grave vulnerabilità del patrimonio archeologico sudanese, e alla narrazione artistica, attraverso le opere digitali sudanesi e dell’artista Corrado Veneziano, quale strumento di sensibilizzazione con un’opera realizzata per l’evento dal titolo “Un’altra prospettiva è possibile”. La seconda sessione ha posto un forte accento sulla dimensione sociale e umanitaria, evidenziando il ruolo fondamentale delle organizzazioni attive sul campo. In particolare, è stato sottolineato l’impegno di Emergency, che ha portato una testimonianza diretta e concreta delle condizioni della popolazione civile.
Le dichiarazioni - "Siamo qui - ha spiegato il presidente Mollicone - per accendere i riflettori su una realtà drammatica che troppo spesso rimane ai margini del racconto mediatico globale. Con quasi 12 milioni di sfollati e un bilancio di oltre 150mila vittime, la crisi in Sudan rappresenta un’emergenza assoluta che interroga le nostre coscienze. L’Italia è in prima linea nella risposta umanitaria con un impegno di 125 milioni di euro e programmi strutturati come ‘Italy for Sudan’. L’iniziativa di ASI Cultura è un tassello fondamentale di questo impegno: trasforma la sensibilità culturale in atti concreti di solidarietà nazionale".
“Sono molto grato per l’organizzazione di questo incontro - ha dichiarato l’ambasciatore Emadeldin Mirghani Abdelhamid Altohamy - perché tra Italia e Sudan ci sono relazioni storiche. Il nostro Paese sta attraversando un periodo difficile, per una guerra dimenticata e senza precedenti nella sua storia. Oggi affrontiamo crimini di guerra e crimini contro l’umanità, con undici province occupate, 150mila cittadini uccisi, 12 milioni di rifugiati e un grave collasso nella situazione umanitaria. Anche il patrimonio culturale è devastato: esorto il governo italiano a fare del tutto per lavorare anche in questa direzione”.
“Sono particolarmente orgoglioso che ASI - spiega il senatore Barbaro - sia oggi tra i promotori di questa iniziativa. È importante accendere i riflettori su quanto stanno vivendo oggi i sudanesi e mettere in moto iniziative concrete, come quella del crowdfunding lanciata oggi. ASI, in questo percorso, sarà protagonista insieme alle altre associazioni impegnate in questa causa”.
“Non esistono guerre di serie A e guerre di serie B, per questo parlare di Sudan oggi è anche un modo per reatituire dignità ai sudanesi. Ormai tre anni dopo lo scoppio della guerra la situazione che vediamo in Sudan è ancora gravissima - commenta Rossella Miccio, presidente di Emergency - Nel nostro Centro Salam di cardiochirurgia a Khartoum e nei nostri centri pediatrici a Khartoum, Port Sudan e Nyala, vediamo arrivare pazienti in condizioni tragiche date dall’impossibilità di spostarsi liberamente per ricevere le cure di cui necessitavano in questi anni di conflitto, e da una situazione sanitaria ancora estremamente precaria nel Paese. Anche nella capitale, dove gli scontri sono terminati, la vita fatica a riprendere normalmente. Emergency non ha mai lasciato il Sudan e ha continuato sempre la sua attività, superando anche enormi difficoltà, per restare al fianco di colleghi e pazienti. Ciò che chiediamo sono sforzi concreti per una pace duratura che porti il Paese fuori dalla tragedia della guerra”.
“Oggi è una giornata storica. ASI da sempre - hanno spiegato Cioffi e Petrolati - lavora sui fattori culturali e questo evento rappresenta per noi un ulteriore punto di partenza per far sì che la cultura sia vettore di umanità e speranza. Forse mai come in questo caso l’attenzione di tutti noi, ognuno per il proprio campo, può essere decisiva per far sì che il nostro aiuto si concretizzi in favore di chi affronta un conflitto che sta distruggendo un Paese”.
“È prioritario - ha spiegato il professor Eugenio Fantusati, studioso di Antichità nubiane nel presentare i suoi interventi sul territorio - ridare ai sudanesi il proprio passato, soltanto così si potrà lavorare sul futuro. La sfida che abbiamo di fronte è enorme, visto che il patrimonio culturale sudanese è anche patrimonio mondiale: il recupero delle tessere culturali del Sudan sarà così un successo non solo per il Paese e per il suo popolo, ma per ciascuno di noi”.

A completare il momento di riflessione, il contributo artistico del tenore Francesco Malpena, che ha sottolineato il legame profondo tra arte musicale e solidarietà, proiettando inoltre una delle sue performance canore particolarmente apprezzate dai presenti. ASI Nazionale, ASI Cultura e il Settore Multilateralismo Umanitario e Sociale proseguiranno nelle prossime settimane con iniziative dedicate e con il lancio operativo della campagna di raccolta fondi, con l’obiettivo di offrire un contributo tangibile alle popolazioni colpite.
Estremamente toccante è stato l’intervento di S.E. Emadeldin Mirghani Abdelhamid Altohamy, ambasciatore del Sudan in Italia, che ha espresso sentiti ringraziamenti nei confronti del governo italiano, per la posizione equilibrata e di sostegno alla stabilità del Sudan, sottolineando che l'Italia comprende profondamente la portata della tragedia umanitaria, e ha poi evidenziato la cooperazione di Assadakah, presieduta dal giornalista Talal Khrais.
L'ambasciatrore sudanese ha considerato la fondamentale organizzazione dell'evento da parte di ASI, con il contributo di Assadakah e del governo italiano, come riflesso dell'impegno delle istituzioni legislative nazionali verso i valori della solidarietà umanitaria. S.E. Mirghani ha affermato: "Ci sono guerre che possono essere dimenticate dai titoli dei giornali, ma le coscienze non devono esserne indifferenti, e l'Italia oggi dimostra che la coscienza è viva e vigile".
L’evento ha visto la partecipazione di ospiti di alto livello, fra cui Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, che nel suo intervento ha sottolineato la necessità di integrare la diplomazia culturale con le attività di soccorso. Inoltre, erano presenti Michel Cioffi, Responsabile nazionale del settore Cultura dell'ASI; Rosella Miccio, presidente dell'organizzazione Emergency, che ha fornito una testimonianza diretta della catastrofica situazione sanitaria in Sudan; monsignor Marco Malizia, che ha apportato una dimensione spirituale e umanitaria all'incontro, ed Elisabetta Pamela Petrolati, che ha illustrato i piani per il sostegno futuro.

L'incontro, quindi, è andato oltre i discorsi politici, lanciando misure concrete immediate, fra cui una campagna nazionale di crowdfunding, finalizzata alla raccolta di aiuti finanziari e in natura, a sostegno delle persone colpite dal conflitto sudanese; cooperazione culturale, utilizzando l'arte come ponte per sensibilizzare l'opinione pubblica, con artisti internazionali, come Corrado Veneziano e Francesco Malabina che hanno contribuito con opere di solidarietà che riflettono la tragedia del popolo sudanese. Aspetto altrettanto importante, l’apporto della diplomazia umanitaria, per rafforzare il coordinamento tra ONG italiane e autorità sudanesi, per facilitare la consegna degli aiuti.
A moderare l’incontro, l'esperto di relazioni internazionali Francesco Angeloni, che ha riassunto la situazione affermando che "il Sudan non è solo un punto di conflitto su una mappa, ma una vera prova della capacità della comunità internazionale di agire prima che sia troppo tardi".
L'evento si è concluso con i partecipanti che hanno ribadito come l'iniziativa "Uniti per il Sudan" sia solo l'inizio di una serie di eventi volti a garantire che la situazione del Paese, cuore dell’Africa, non rimanga una "guerra dimenticata" e che il governo italiano, in collaborazione con gli Amici del Sudan in Parlamento e l'associazione Assadakah, rimangano partner essenziali nella costruzione di un futuro di pace.




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