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Giochi Asiatici 2026 - pace e amicizia all’ombra della bandiera Giapponese

1 giorno fa
Tempo di lettura: 3 min

Alessandra Ragazzi- Sull’isola di Honshu, nella prefettura di Aichi, con capoluogo Nagoya, tra poche ore avrà inizio una competizione sportiva ancora poco famosa dal punto di vista mondiale, i Giochi Asiatici. Dal 1951, ogni 4 anni, il Consiglio Olimpico Asiatico organizza questa manifestazione sportiva che vede la partecipazione di 46 paesi. La data immediatamente postuma alla fine della Seconda Guerra Mondiale, spinge Nehru, Primo Ministro Indiano a voler ristabilire legami di amicizia e vicinanza tramite le competizioni sportive inaugurando la manifestazione a Nuova Delhi; al tempo la partecipazione vedeva solo 11 paesi, tra i quali il Giappone. Dopo l’edizione di Tokyo del 1958 e quella di Hiroshima del 1994, questa del 2026 sarà la terza volta in cui il Giappone ospiterà i Giochi dal 19 settembre al 4 ottobre. Le discipline presenti ai Giochi Asiatici saranno quelle olimpiche, a queste si aggiungeranno cinque sport regionali, come è stato fatto in passato per il kabaddi e il sepak takraw, e due sport proposti dal Comitato Organizzatore dei Giochi Asiatici (AGOC) e approvati dal Consiglio Esecutivo dell'OCA (EB); i cinque sport regionali nominati da ciascuna area del Consiglio Olimpico d’Asia sono:

1.    Wushu (Asia orientale)

2.    Sepak takraw (Asia sud-orientale)

3.    Kabaddi (Asia meridionale)

4.    Kurash (Asia centrale)

5.    Ju-jitsu (Asia occidentale)


L’organizzazione dell’evento sportivo ha visto un investimento economico non indifferente:

·       realizzazione dell’evento: la prima prospettiva di spesa sarebbe stata di 85 miliardi di yen da parte del governo della prefettura di Aichi. I costi sarebbero stati poi coperti per il 30% dalle sponsorizzazioni mentre il restante 70% sarebbe stato suddiviso tra Nagoya e Aichi. Nel febbraio 2023 però, i costi stimati risultarono troppo bassi e si dovette alzare il budget a 140,5 miliardi di yen (circa 927 milioni di dollari);

·        Gestione e riorganizzazione: rete dei trasporti con rotte dedicate, coordinamento di fornitori e servizi per arrivi e partenze, cerimonie di apertura e chiusura e infine spostamenti giornalieri da e verso i campi gara sono stati studiati in funzione del pubblico, a cui viene chiesto di raggiungere le sedi sportive con i trasporti pubblici disponendo di impianti di trasporto molto sviluppati dal punto di vista di: treni, autobus, metropolitana, navette ed ottima gestione della domanda di traffico con l’introduzione di misure per limitare l’uso delle auto;  

·       Villaggio degli atleti: per la seconda volta nell’arco di pochissimo tempo vediamo una nave da crociera fungere come villaggio olimpico. L’idea dell’utilizzo della nave è stata pensata con l’obiettivo di abbattere i costi degli alloggi dal momento che il villaggio permanente sarebbe stato troppo costoso sia per la realizzazione che per una futura riqualificazione. Gli atleti che non saliranno sulla nave saranno ospitati in villette temporanee costruite con container navali convertiti nei pressi del porto Nagoya mentre altri alloggeranno in hotel vicino alla prefettura e nelle città limitrofe;



Tra i 46 paesi e 10.840 atleti partecipanti a questa edizione è possibile trovare anche Qatar, con la maggiore delegazione olimpica tra i paesi arabi, 243 atleti inclusa una storica quota di 59 atlete donne, segnale di forte crescita per il movimento femminile locale; Emirati Arabi Uniti con 153 atleti; Arabia saudita con 144 atleti in gara divisi per 19 discipline tra cui atletica, equitazione, jujitsu e sport elettronici; Yemen con 17 atleti. Partecipazione di spessore sarà quella della Palestina che, dopo la ripresa ufficiale delle attività sportive grazie al Torneo dei Mille Martiri, si presenta ai Giochi Asiatici con una delegazione di ben 67 atleti con un valore altamente simbolico  per il paese e allo stesso tempo un dato record. Questi paesi puntano riconfermare e migliorare le prestazioni fatte nelle scorse edizioni concentrandosi soprattutto su sport specifici come atletica leggera; equitazione, con particolare attenzione al salto ostacoli grazie al quartetto saudita composto da Abdullah Al Sharbatly, Ramzy Al Duhami, Abdulrahman Al Rajhi e Meshari Alharbi che punta alla conferma dell’oro a squadre; sport da combattimento (jujitsu, MMA, taekwondo); calcio; cricket. Porgendo lo  sguardo al futuro e alle prossime edizioni dei giochi non si può non notare come i paesi arabi saranno protagonisti in merito all’organizzazione dal momento in cui il calendario delle prossime edizioni vede Doha, Qatar, nel 2030, dopo la presenza già nel 2006 e Riad, Arabia Saudita, nel 2034 assumersi la responsabilità della preparazione e accoglienza delle delegazioni sportive.


 

A poche ore dall'accensione della fiamma di Aichi-Nagoya 2026, i Giochi Asiatici si confermano molto più di un appuntamento sportivo: sono lo specchio di un continente che cresce e si racconta attraverso le sue discipline, i suoi investimenti e le sue nuove generazioni di atleti. Per i paesi arabi, in particolare, questa edizione rappresenta un banco di prova significativo — dal record di partecipazione femminile del Qatar al ritorno sulla scena internazionale della Palestina — segno di un movimento sportivo regionale in piena espansione. Con lo slogan "Imagine One Asia" a fare da filo conduttore, il Giappone si prepara ad accogliere non solo migliaia di atleti, ma un'idea di unità che, ancora una volta, passa dallo sport.

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