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Giordania: ministri "Canale investimento tra Europa e M.O."

2 ore fa
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Assadakah News


Il Paese punta a mettere a disposizione delle aziende interessate ai futuri processi di ricostruzione un sistema bancario consolidato, infrastrutture logistiche e zone industriali situate in prossimità dei confini. Una delle possibilità indicate dal ministro è la creazione di joint venture tra imprese giordane, europee, comprese quelle italiane, che possano utilizzare la Giordania come base produttiva e logistica dalla quale operare nei mercati vicini. A sostenere questa strategia è anche la rete di accordi commerciali di Amman. Toukan ha ricordato gli accordi che consentono alle imprese stabilite nel Paese di accedere in condizioni favorevoli a numerosi mercati internazionali, insieme agli incentivi previsti nelle zone industriali e nelle aree di sviluppo. L'obiettivo è convincere le aziende straniere a considerare la Giordania, non soltanto per le dimensioni del suo mercato interno, ma come base produttiva ed esportatrice. Un altro settore nel quale il governo intende accelerare è quello tecnologico. Amman punta a rafforzare il ruolo della Giordania come polo regionale per l'innovazione, le start-up, i servizi digitali, facendo leva sul capitale umano e sulle infrastrutture di connettività internazionale. La tavola rotonda di Milano assume una funzione soprattutto operativa. "Vogliamo capire quali siano le esigenze delle aziende italiane e cosa possiamo fare per facilitare il loro ingresso, non soltanto in Giordania, ma nel mercato mediorientale", ha spiegato Abu Ghazaleh. L'obiettivo è arrivare alla conferenza di novembre con progetti e interlocutori concreti. L'appuntamento sul Mar Morto dovrà mettere direttamente in contatto investitori, imprese, istituzioni finanziarie e settore privato giordano, presentando una selezione di progetti pronti a ricevere capitali. "L'obiettivo è trasformare le opportunità in progetti concreti", ha sottolineato Abu Ghazaleh. La conferenza servirà, allo stesso tempo, alle aziende giordane per esplorare nuove possibilità sul mercato europeo e agli investitori europei per valutare progetti nel Regno. Per Amman, dunque, Milano rappresenta una tappa di avvicinamento all'appuntamento di novembre, ma anche un'occasione per rivolgere un messaggio alle imprese italiane: guardare alla Giordania non soltanto come a un mercato nazionale, ma come a una piattaforma per raggiungere il Medio Oriente e, in prospettiva, partecipare ai processi di ricostruzione e integrazione economica della regione. Fare della Giordania una piattaforma economica tra Europa e Medio Oriente e, in prospettiva, una porta d'accesso ai processi di ricostruzione regionale, a cominciare dalla Siria. È questo l'obiettivo indicato dalla ministra giordana della Pianificazione e della Cooperazione internazionale, Zeina Toukan, e dal ministro degli Investimenti, Tarek Abu Ghazaleh, intervistati da Infomundi a margine della Jordan-Italian Round Table, in programma a Milano. L'iniziativa - organizzata da Joint Italian Arab Chamber of Commerce e promossa in collaborazione con Anima e Assolombarda - punta a presentare alle aziende italiane le opportunità offerte dal Regno, a rafforzare la cooperazione economica e industriale tra i due Paesi. La tavola rotonda milanese si inserisce in un percorso più ampio volto a intensificare i rapporti tra le comunità imprenditoriali italiana e giordana. In questa direzione si colloca anche un programma di missioni imprenditoriali organizzate congiuntamente dall'Ambasciata di Giordania a Roma e dalla Jordan Chamber, con l'obiettivo di creare occasioni di incontro diretto tra le aziende, individuare progetti concreti e favorire la nascita di nuove collaborazioni tra i due Paesi.

Nelle interviste raccolte da Infomundi, Toukan e Abu Ghazaleh hanno delineato una strategia che va oltre l'attrazione di singoli investimenti: Amman vuole proporsi alle aziende italiane ed europee come base dalla quale operare in un mercato regionale molto più ampio, facendo leva sulla propria stabilità, sulle infrastrutture, sugli accordi commerciali e sulla posizione geografica. "La Giordania dispone di infrastrutture moderne, di un quadro normativo favorevole agli investitori e di una solida pipeline di progetti di partenariato pubblico-privato", ha spiegato Toukan. La ministra ha inserito questa strategia nel quadro della Visione di modernizzazione economica del Paese e del Partenariato strategico e globale tra la Giordania e l'Unione europea, avviato nel gennaio 2025. Il partenariato è sostenuto da un pacchetto finanziario e di investimenti dell'Unione europea da 3 miliardi di euro, per il periodo 2025-2027, articolato tra sovvenzioni, assistenza macrofinanziaria e investimenti. A questo quadro si affiancano strumenti finanziari, garanzie e meccanismi di riduzione del rischio destinati a facilitare l'accesso ai capitali e a mobilitare ulteriori risorse per gli investimenti. Non si tratta di un tetto, ma di un punto di partenza", ha sottolineato Toukan, riferendosi alle possibilità offerte dagli strumenti finanziari europei. L'obiettivo, ha spiegato, è utilizzare garanzie e meccanismi di riduzione del rischio per agevolare l'accesso al credito attraverso le istituzioni finanziarie europee, internazionali e attirare ulteriori capitali privati. Un passaggio centrale di questa strategia sarà la Jordan-EU Investment Conference, in programma il 19 novembre, al King Hussein Bin Talal Convention Centre, sul Mar Morto, sotto il patrocinio di re Abdullah II, con la partecipazione della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. La conferenza riunirà rappresentanti istituzionali, investitori, istituzioni finanziarie, imprese giordane ed europee, con l'obiettivo di tradurre il partenariato politico tra Amman e Bruxelles in investimenti e progetti concreti. Energia, infrastrutture, trasporti, logistica, digitale e manifattura sono tra i comparti nei quali Amman intende attirare capitali europei. Per le aziende italiane, le opportunità indicate dal governo giordano riguardano anche l'industria alimentare, il tessile e i fertilizzanti. Sul fronte energetico, Abu Ghazaleh ha ricordato la rapida crescita delle fonti rinnovabili nel Paese. "Oggi circa il 27% dell'elettricità proviene dalle energie rinnovabili e puntiamo ad arrivare al 40% entro il 2035", ha spiegato il ministro degli Investimenti. Le opportunità riguardano il solare e l'eolico, i sistemi di accumulo a batteria, i progetti idroelettrici, ma anche l'esplorazione di gas nella parte orientale del Paese e lo sviluppo delle relative infrastrutture. Amman punta inoltre sui trasporti e sulla logistica per rafforzare l'integrazione economica con i Paesi vicini e con quelli del Consiglio di cooperazione del Golfo. Tra i progetti indicati dal ministro figurano collegamenti ferroviari, aeroporti cargo e infrastrutture stradali. In questo quadro assume un ruolo centrale Aqaba, unico sbocco giordano sul Mar Rosso. La città portuale è considerata dal governo, non soltanto un nodo commerciale, ma anche un punto strategico per le connessioni energetiche, digitali tra Europa, Medio Oriente e Asia. I cavi sottomarini che approdano nell'area si integrano con collegamenti terrestri, reti elettriche regionali e altre infrastrutture. Tra gli investimenti citati da Abu Ghazaleh figura quello dell'italiana Sparkle nel sistema di cavi sottomarini Blue-Raman. Secondo il ministro, questa rete di collegamenti può permettere alla Giordania di proporsi anche come alternativa o complemento ad altre rotte commerciali regionali. Aqaba può servire, per esempio, alcuni flussi diretti verso l'Iraq e, in determinate circostanze, rappresentare un'opzione rispetto ai collegamenti che transitano attraverso altri porti della regione. Ma è soprattutto il futuro della Siria a rendere strategica, secondo Amman, la posizione geografica della Giordania. "La Giordania può essere un punto di accesso sicuro alla regione", ha affermato Abu Ghazaleh.

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