Iraq - Indagine ufficiale sugli attacchi all’Arabia Saudita
Assadakah Baghdad - Il governo iracheno ha rimosso i vertici della sicurezza della provincia meridionale di Maysan e autorizzato un'indagine congiunta con l'Iran dopo gli attacchi contro l'oleodotto saudita Est-Ovest, partiti secondo Baghdad dal territorio iracheno. Il primo ministro e comandante in capo delle Forze armate, Ali Falih al Zaidi, ha disposto la rimozione del comandante delle operazioni e del capo della polizia provinciale, oltre al deferimento dei responsabili degli apparati di sicurezza a un'inchiesta sulle violazioni riscontrate. Maysan, il cui capoluogo e' Amara, si trova nel sud-est dell'Iraq, lungo il confine con l'Iran.

Il portavoce del premier, Sabah al Numan, ha annunciato che Al Zaidi ha accolto la richiesta iraniana di condurre un'indagine congiunta sulle piattaforme di lancio di droni rinvenute vicino alla frontiera tra i due Paesi. Le autorità irachene hanno ribadito il rifiuto di utilizzare il territorio nazionale per minacciare la sicurezza dell'Arabia Saudita o degli altri Stati vicini. Le misure di sicurezza hanno interessato anche i valichi con l'Iran. Dopo la chiusura di alcuni attraversamenti, Al Zaidi ha autorizzato il passaggio dei viaggiatori rimasti bloccati a Shalamcheh, nella provincia meridionale di Bassora, e ad Al Shaib, in quella di Maysan. La cellula governativa per l'informazione sulla sicurezza ha riferito di interventi di riorganizzazione amministrativa e di un rafforzamento delle attività d'intelligence nei posti di frontiera. Il transito delle persone rimaste bloccate e' stato consentito mentre proseguivano i controlli. Gli attacchi hanno preso di mira l'oleodotto Est-Ovest, che attraversa l'Arabia Saudita collegando le aree petrolifere orientali alla costa del Mar Rosso. La "Resistenza islamica in Iraq", sigla che riunisce fazioni armate filoiraniane, ha negato la propria responsabilità.




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