Libano - Allarme per missione Unifil ed emergenza umanitaria
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Assadakah News – Si attende per oggi, 5 marzo, la relazione dei ministri Tajani e Crosetto sugli esiti del vertice di governo tenuto ieri, in merito alla situazione dei presidi italiani in Medio Oriente, con particolare riferimento al Libano, presieduto dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e alla presenza dei ministri Antonio Tajani, Guido Crosetto, Giancarlo Giorgetti, e dei sottosegretari alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, nonché dei vertici dell’intelligence.
Secondo quanto riferito dal Ministero della Salute Pubblica de Libano e riportato dall’UNICEF, nelle ultime 24 ore, a causa dell'escalation delle ostilità in tutto il Libano, attaccato da Israele sia via terra che via aerea, sono stati uccisi 7 bambini e 38 sono rimasti feriti, a cui si aggiungono 60mila sfollati in totale (di cui 18mila bambini).
Questo elevato numero di vittime tra i bambini è dovuto ai nuovi attacchi aerei di Israele che hanno colpito diverse zone del Paese, provocando massicci sfollamenti e aggravando una situazione umanitaria già fragile. Oltre 12mila famiglie hanno trovato rifugio in più di 300 centri di accoglienza aperti in tutto il Paese, molti dei quali già al completo.

“Nessun bambino dovrebbe mai essere ucciso o costretto a portare per tutta la vita le cicatrici fisiche ed emotive della violenza”, ha affermato Marcoluigi Corsi, Rappresentante dell'UNICEF in Libano. “La violenza deve finire. I bambini devono essere sempre protetti”.
Con l'aumentare dei bisogni, l'UNICEF ha intensificato la sua risposta di emergenza per raggiungere le famiglie e i bambini con l'assistenza di cui hanno disperatamente bisogno. Squadre di pronto intervento sono state dispiegate nei rifugi collettivi per fornire beni di prima necessità, mentre le forniture mediche essenziali vengono distribuite nelle strutture sanitarie pubbliche in coordinamento con il ministero della Salute Pubblica.
Le unità mobili di assistenza sanitaria primaria sostenute dall'UNICEF sono state ampliate a 37 unità per fornire consulenze, vaccinazioni e assistenza sanitaria urgente alle famiglie sfollate. È stato inoltre mantenuto il sostegno ospedaliero per garantire l'accesso ai servizi di terapia intensiva neonatale e pediatrica ai bambini più vulnerabili.
Nei rifugi, l'UNICEF e i suoi partner stanno dando priorità al sostegno psicosociale, ai servizi di protezione dell'infanzia e alla continuità dell'apprendimento, anche attraverso piattaforme di istruzione online e a distanza. Sono state predisposte scorte di alimenti e le squadre di protezione dell'infanzia stanno identificando e assistendo i bambini feriti, non accompagnati e separati dalle loro famiglie.
È inoltre in fase di preparazione un'assistenza monetaria di emergenza per sostenere fino a 45mila famiglie vulnerabili con bambini, basandosi sui sistemi nazionali di protezione sociale esistenti. Il Piano di risposta e preparazione dell'UNICEF richiede 48 milioni di dollari per raggiungere un milione di persone che hanno necessità, ma finora è stato ricevuto solo il 16% dei fondi necessari.
L'UNICEF in una nota ha infine ribadito il suo appello a tutte le parti affinché rispettino i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario di proteggere i civili, in particolare i bambini, e di garantire un accesso sicuro e senza ostacoli agli aiuti umanitari.
"L'invasione via terra del Libano da parte dell'esercito israeliano è l'ennesimo atto di guerra in violazione del diritto internazionale compiuta da Netanyahu con l'intento di destabilizzare l'intera regione e imporsi come potenza dominante in tutto il Medio Oriente. Ormai è evidente che Netanyahu usa lo stato di guerra permanente per mantenersi al potere, sfuggire alla giustizia interna e sottrarsi alla Corte Penale Internazionale che ha emesso un mandato di cattura per i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità commessi da lui e dal suo ex ministro Gallant a Gaza e in Cisgiordania.
Dopo l'imbarazzante audizione di ieri dei ministri Tajani e Crosetto, tutta all'insegna dello 'stiamo a vedere', oggi il governo Meloni riuscirà a prendere le distanze da quest'azione illegittima e arbitraria di Netanyahu? L'Italia non può continuare ad essere complice di questo disastro: la violenza, come abbiamo già visto tante volte in Medio Oriente, genera sempre e solo altra violenza e radicalismo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"L'invasione israeliana del sud del Libano con l'obiettivo di occupare territori sotto controllo dai caschi blu dell'Unifil mette direttamente a rischio i nostri mille soldati schierati lungo la Blue Line, la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele, nell'ambito dell'operazione Leonte. Crosetto riferisca immediatamente sulla situazione e - visti i precedenti attacchi israeliani contro le basi Unifil - pensi a proteggere loro da Israele prima che i Paesi del Golfo dall'Iran e intimi a Netanyahu di non toccare i nostri militari". Lo dichiarano i capigruppo M5S delle commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera, Alessandra Maiorino, Francesco Silvestri, Arnaldo Lomuti.




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