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Libano: mantenere vivo il problema delle persone scomparse

  • 3 ore fa
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Talal khrais

 

A Beirut il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha inaugurato un nuovo murale, il 19 agosto 2026, con l'intento di mantenere viva nella memoria collettiva il problema delle persone scomparse e di evidenziare la sofferenza di migliaia di famiglie che, a distanza di decenni, continuano ad attendere risposte sul destino dei propri cari e sulla loro sorte.


La maggiore parte delle persone scomparse sono state deportate in Siria dalla sicurezza dell’ex regime criminale di Bashar Assad.

Il comunicato stampa del CICR ha informato che l'inaugurazione del murale ha coinciso con la Giornata Mondiale Umanitaria del 19 agosto e con la Giornata Internazionale delle Persone Scomparse e delle Scomparse Forzate (30 agosto).

La cerimonia si è svolta alla presenza di rappresentanti del Comitato delle Famiglie delle Persone Rapite e Scomparse in Libano, della Commissione Nazionale per le Persone Scomparse e le Vittime di Scomparsi Forzati e del CICR, con la partecipazione di numerose personalità, partner, ospiti, giornalisti e artisti impegnati in questa causa.


Il murale realizzato illustra l'incertezza in cui vivono le famiglie delle persone scomparse. È composto da centinaia di quadrati colorati che, visti da lontano, formano una figura umana quasi completa, che inizia a disintegrarsi man mano che l'osservatore si avvicina. Una rappresentazione simbolica della presenza e dell'assenza, nonché della continua ricerca di informazioni o di una traccia che possa fornire risposte.

Il progetto del murale è stato realizzato con la partecipazione di un gruppo di studenti di graphic design della Lebanese American University (LAU), nell'ambito di un concorso volto a esplorare le storie delle persone scomparse e a tradurle in immagini. Ispirato dal loro lavoro, l'artista di graffiti Spaz ha creato un grande murale sulla parete dell'edificio che ospita la delegazione del CICR, ad Hamra.

Il presidente del Comitato delle famiglie delle persone rapite e scomparse in Libano, Wadad Halwani, ha dichiarato: “Da quarantacinque anni chiediamo il diritto di conoscere la sorte dei nostri cari”. Questo diritto non deve rimanere una nostra mera rivendicazione: è un diritto umano e una necessità imprescindibile per affrontare il passato, imparare da esso e prevenirne la ripetizione”.

Il giudice Joseph Samaha, presidente della Commissione nazionale per gli scomparsi e le vittime di sparizioni forzate, ha affermato che “il lavoro della Commissione nazionale si scontra con diverse difficoltà e sfide, ma si impegna a superarle con l'aiuto di funzionari benintenzionati, e anche con attori della vita pubblica, sociale e umanitaria, sia in Libano che all'estero”. Ha aggiunto che il comune lavoro e il coordinamento di questi sforzi costituiscono "una leva e un valore aggiunto per il lavoro della Commissione nazionale", rafforzando al contempo gli impegni per accertare il destino degli scomparsi.

Il vicepresidente della delegazione del CICR, in Libano ha sottolineato che "il CICR lavora da decenni al fianco delle famiglie degli scomparsi in Libano e rimane impegnato a sostenere la ricerca finalizzata ad ottenere le risposte". «Oggi proseguiamo questo lavoro in stretta collaborazione con le famiglie, il Comitato delle Famiglie delle Persone Rapite e Scomparse in Libano e la Commissione Nazionale per le Persone Scomparse e le Vittime di Sparizione Forzata».

Da decenni, il CICR lavora al fianco delle famiglie delle persone scomparse in Libano e rimane impegnato a sostenerle nella ricerca di risposte. Continua inoltre a sostenere gli sforzi per consentire alla Commissione Nazionale di svolgere efficacemente il suo mandato umanitario. L'adozione della Legge n. 105 e la creazione della Commissione Nazionale per le Persone Scomparse e le Vittime di Sparizione Forzata sono stati due passi fondamentali per sancire il diritto delle famiglie a conoscere la sorte dei propri cari.

Con l'installazione di questo murale nel cuore di Beirut, il CICR intende mantenere viva nella memoria collettiva tutte le storie degli scomparsi e delle loro famiglie, ricordando a tutti che il trascorrere del tempo non pone fine alle loro sofferenze, né priva le famiglie del diritto alle risposte.

La dichiarazione si conclude così: "Dietro ogni persona scomparsa si cela una storia e una famiglia che continua ad aspettare".

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