top of page

Libano - UE valuta missione per sostituire Unifil

  • 18 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Assadakah News - L'Unione Europea sta valutando di allestire una propria missione in Libano, destinata a sostituire l'Unifil, missione sotto egida ONU che terminerà quest'anno. Lo dice l'Alto Rappresentante Kaja Kallas, a Bruxelles a margine del Consiglio Difesa.

"La missione Unifil termina entro quest'anno - afferma - c'è la volontà degli europei di mettere insieme un'altra missione per aiutare effettivamente le forze armate Libanesi. Naturalmente, li stiamo già aiutando, ma" discuteremo "se c'è l'interesse per una nuova missione europea completa, che subentri al posto dell'Unifil".

L'Unifil, la Forza di interposizione nel Sud del Libano, conta circa 10mila militari provienenti da una cinquantina di Paesi, tra cui oltre mille italiani.

"Secondo noi la missione dovrebbe continuare a operare sotto l'egida delle Nazioni Unite, ma torniamo al discorso di prima: basta un Paese per bloccare tutto e in questo momento siamo bloccati", ha osservato ancora Crosetto, sostenendo che l'Italia promuove come alternativa "un approccio multinazionale", perché "non basta l'Europa". "Servono anche nazioni come l'Indonesia e altre nazioni islamiche, che io vorrei in quella zona, per ovvi motivi", ha evidenziato Crosetto, perché la presenza di comunità etniche e religiose vicine al territorio può aiutare. Crosetto ha ribadito che l'Italia ritiene preferibile mantenere una missione sotto egida delle Nazioni Unite. "Secondo noi dovrebbe continuare a operare sotto l'egida dell'Onu", ha detto, riconoscendo però che il meccanismo decisionale delle Nazioni Unite rappresenta oggi un ostacolo: "Basta un Paese per bloccare tutto e in questo momento siamo bloccati". L'alternativa, secondo il ministro, potrebbe essere "un approccio multinazionale", che tuttavia "non basta sia soltanto europeo". Crosetto ha infatti sottolineato l'importanza del coinvolgimento di Paesi islamici, citando in particolare l'Indonesia. "Ci sono nazioni islamiche di cui io vorrei la presenza in quella zona per ovvi motivi", ha spiegato il ministro, osservando che la presenza di contingenti provenienti anche dal mondo islamico potrebbe contribuire a garantire maggiore equilibrio e fiducia tra le comunità locali.

Commenti


bottom of page