Roma: Evento "Pace o conflitto globale"?
- 14 feb
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Aggiornamento: 14 feb
Il mio resoconto su un’analisi dell’aggressività dell’unipolarismo in crisi
di Maddalena Celano (Assadakah News)

ROMA, 13 Febbraio 2026 – In un momento in cui la diplomazia sembra aver ceduto tristemente il passo alle armi, ho avuto l'onore di coordinare e moderare, presso il Caffè Letterario HoraFelix, un incontro geopolitico di altissimo profilo.

Il convegno "Pace o Conflitto Globale?
Un’analisi delle dinamiche internazionali", promosso da Assadakah e Welcome Association Italy, ha offerto una lettura cruda e necessaria della realtà mondiale davanti a una platea attenta.
La sottoscritta, Maddalena Celano, ha aperto i lavori sottolineando l'urgenza di erigere "trincee di idee" contro la deriva bellicista. Nonostante la sala fosse raccolta, l'atmosfera era vibrante: ogni posto era occupato e il pubblico ha partecipato con un'intensità rara, incalzando i relatori con domande profonde, segno di una società civile che rifiuta di restare spettatrice passiva del proprio destino.

L’analisi dei relatori: Geopolitica e "Pirateria" Finanziaria
S.E. l'Ambasciatore Bruno Scapini ha aperto il dibattito con un'analisi che non lascia spazio a dubbi: l’unipolarismo, proprio perché in declino, sta diventando più aggressivo e violento. Per contrastare questa pericolosa deriva, ha rilanciato la sua proposta per una Commissione di Studio per la Neutralità dell'Italia, unico strumento sovrano per sottrarre il nostro Paese alle logiche di schieramento bellicista.
Di straordinario impatto è stato l'intervento dell'amico Fabrizio Casari (direttore di Altrenotizie), che ha svelato i meccanismi economici dietro il caos globale. Casari ha parlato apertamente di una vera e propria "pirateria" dei paesi del primo mondo, disposti a calpestare ogni diritto internazionale pur di difendere l’egemonia del dollaro e gestire l'insostenibile debito statunitense. La confusione globale è, nella sua analisi, l'ultima risorsa di un sistema che non accetta la fine del proprio dominio monetario.

L'intervento di S.E. Damián Delgado Vázquez
Ho voluto dare ampio spazio al contributo di S.E. Damián Delgado Vázquez, Consigliere Politico dell’Ambasciata di Cuba, che ha onorato l'evento con un discorso che riporto qui integralmente, affinché non ne vada persa la forza morale e politica:
"Cari amici, buonasera a tutti.
Ringrazio gli organizzatori, Assadakah e Welcome Association Italy, per l'invito. Così come la mia incansabile e onnipresente amica Maddalena Celano. Se qualcuno può realizzare cose praticamente impossibili, quella persona è sicuramente lei.
Saluto con grande piacere l'Ambasciatore Bruno Scapini, i miei cari Fabrizio Casari e Carlo Palumbo, e il signor Talal Khrais. A tutti i presenti, in gran parte anche stimatissimi amici e conoscenti, porgo un cordiale saluto da parte dell'Ambasciata di Cuba. Devo dire che mi sento molto a mio agio in questo ambiente, circondato da libri; i libri saranno sempre preferibili alle pallottole. Mi torna in mente quella frase pronunciata da José Martí, apostolo dell'indipendenza cubana, quando disse: 'trincee di idee valgono più di trincee di pietra'.
Desidero iniziare il mio discorso sottolineando la grande importanza e rilevanza dell'evento odierno. Mentre siamo qui riuniti in un ambiente così accogliente, come abbiamo detto, la pace è terribilmente minacciata, e questo mi fa pensare immediatamente al caro popolo palestinese, che Cuba ha storicamente sostenuto nella sua giusta causa, appoggio che desidero ribadire qui. Esprimiamo inoltre la nostra solidarietà alla fraterna Repubblica Islamica dell'Iran, di cui abbiamo celebrato il 47° anniversario del trionfo della Rivoluzione pochi giorni fa.
Mentre parliamo qui, il nostro pensiero non può non andare a Cuba, assediata ancora una volta dal nemico storico del nostro popolo. L'imperialismo statunitense, rinvigorito dopo la criminale aggressione militare terroristica contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela e il sequestro del suo legittimo presidente Nicolás Maduro, ora stringe l'assedio su Cuba, impedendo l'accesso ai combustibili. A proposito, poche ore fa l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha denunciato che gli Stati Uniti violano la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale con le loro sanzioni contro Cuba.
Tuttavia, il capo dell'imperialismo statunitense ha firmato, tramite decreto presidenziale dallo Studio Ovale della Casa Bianca, il certificato di morte del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e dell'ordine mondiale basato sulle regole. Ha bandito dal proprio linguaggio i concetti e i principi del multilateralismo, il ruolo della diplomazia, e ha benedetto l'uso della forza, sia nel proprio paese che a livello internazionale. L'etica è stata bandita e il principio di uguaglianza sovrana tra gli Stati è stato totalmente ignorato.
In questo nuovo mondo, dove si cerca di normalizzare la disumanizzazione, la barbarie e il genocidio del popolo palestinese, con il silenzio complice e timoroso delle grandi potenze, la sola esistenza di Cuba — rivoluzionaria, socialista, che resiste senza arrendersi e senza tradire i propri principi — costituisce un'anomalia che l'imperialismo non è disposto a tollerare. L'impegno di Cuba per la pace è ampiamente conosciuto e riconosciuto. Si pensa subito al sostegno alla lotta anticolonialista dei popoli africani e, in particolare, all'appoggio offerto all'Angola contro l'aggressione sudafricana nel 1975, o agli oltre 600.000 medici cubani che hanno prestato assistenza medica in 165 paesi per più di 60 anni.
Solo per citare alcuni esempi: è stato all'Avana, durante il II Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) nel 2014, che è stato approvato per consenso di dichiarare la regione 'Zona di Pace'. È stato all'Avana che nel 2016 si sono conclusi i negoziati di pace tra la guerriglia delle FARC e il governo colombiano, e sono stati ospitati diversi cicli di negoziati con l'ELN. È stato all'Avana che Papa Francesco e il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Kirill, hanno tenuto uno storico incontro volto alla riconciliazione della Chiesa Cattolica e della Chiesa Ortodossa Russa. Di questo incontro, Francesco ha detto che L'Avana era la capitale dell'Unità.
È stato all'Avana che il presidente Barack Obama è stato ricevuto dal popolo e dal governo cubano con rispetto e ospitalità, dimostrando l'impegno permanente di Cuba per una relazione civilizzata con il paese vicino e la possibilità di cooperare in diverse aree di reciproco beneficio. Cuba e gli Stati Uniti hanno dimostrato che era possibile convivere in pace, rispettando le differenze. Questa disposizione al dialogo è tuttora valida. Ciò che non si può pretendere è di imporre condizioni a Cuba per stabilire tale relazione. Noi cubani abbiamo imparato a difendere a un prezzo molto alto la nostra sovranità e indipendenza, e non accettiamo imposizioni né condizionamenti. Qualsiasi relazione dovrà basarsi su un piano di uguaglianza e rispetto.
Nel momento attuale, in cui si stringe l'assedio contro il nostro paese, noi cubani siamo fermi. Non ignoriamo il pericolo che affrontiamo, ma non temiamo il nemico, per quanto possa essere il più potente del mondo. La Rivoluzione ha portato molti benefici al popolo cubano, ma ce n'è uno che è inestimabile: il senso di dignità che possediamo noi cubani, il senso del dovere, la piena consapevolezza di sapere cosa difendiamo. Altrimenti, non si potrebbe spiegare la resistenza eroica di un intero popolo che, anche nelle condizioni più dure e difficili, resiste senza cedere.
Altrimenti, non si potrebbe spiegare l'atteggiamento eroico dei 32 combattenti cubani caduti valorosamente affrontando l'aggressore statunitense che ha oltraggiato la sovranità venezuelana. Solo sopra i loro cadaveri è stato possibile sequestrare il presidente Maduro. E gli imperialisti devono aver capito che, se siamo stati capaci di offrire le nostre vite per il Venezuela, cosa non saremmo disposti a fare per difendere il nostro stesso paese.
Cari amici, nell'ora attuale è fondamentale mobilitarsi per Cuba e denunciare l'aggressione. Non si deve aspettare che l'assedio imperialista mieta vittime o che l'aggressione militare si concretizzi prima di iniziare la denuncia. Cuba è una nazione di pace, solidale e cooperativa, disposta ad aiutare e contribuire con altri Stati, che continuerà a difendere i pilastri indispensabili per un mondo più giusto e sicuro: il multilateralismo e il rispetto del diritto internazionale. Dalla nostra storia patria e dalla guida del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, abbiamo imparato a difendere il nostro paese e la Rivoluzione fino alle ultime conseguenze. È il contributo più grande che possiamo dare alla difesa della pace, che significa lottare per la sopravvivenza dell'umanità. Grazie mille."
La forza delle idee
In chiusura, gli interventi di Talal Khrais (Assadakah News) e Carlo Palumbo (Welcome Association Italy) hanno suggellato una serata dedicata alla cooperazione e al dialogo mediterraneo. Come ho avuto modo di sottolineare salutando i presenti, la riuscita di questo incontro è la dimostrazione che, tra i libri e la riflessione, la sete di verità e la resistenza culturale sono più vive che mai. Di fronte alla "normalizzazione della barbarie", noi continuiamo a scegliere la forza delle idee.







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