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Speciale energia Marocco, presentata a Vienna esperienza gestione rifiuti radioattivi

18 ore fa
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Assadakah News

 


Il Marocco ha presentato, a Vienna, la propria esperienza nella gestione dei rifiuti radioattivi, in un evento organizzato a margine della 70a Conferenza generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea). Lo riporta l'agenzia di stampa marocchina "Map". L'incontro è stato promosso dalla Missione permanente del Marocco a Vienna, dal Centro nazionale per l'energia, le scienze e le tecnologie nucleari (Cnesten), in collaborazione con l'Aiea, il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti (Doe), la società ungherese Izotop e la statunitense Niowave. Nel suo intervento di apertura, l'Ambasciatore e rappresentante permanente del Marocco a Vienna, Azzeddine Farhane, ha sottolineato che "l'espansione delle applicazioni nucleari per usi pacifici nei settori della sanità, dell'industria, dell'agricoltura e della ricerca deve essere accompagnata da una gestione sicura e responsabile dei rifiuti radioattivi." Il direttore generale del Cnesten, Hamid Marah, ha illustrato le infrastrutture e le competenze sviluppate dal Marocco per la raccolta, il trattamento, il condizionamento e lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi.


Particolare attenzione è stata dedicata all'esperienza maturata nella rimozione e nell'invio all'estero di sorgenti radioattive sigillate ad alta attività non più utilizzate.

Il gruppo italiano Rina, attivo nell'ingegneria, nella certificazione, nei collaudi e nella classificazione navale, ha costituito la sua prima società registrata direttamente in Marocco. Rina Morocco Sarl è stata iscritta a Casablanca come società a responsabilità limitata unipersonale, con un capitale di 1,62 milioni di dirham, pari a circa 148 mila euro ai cambi attuali, e attività dichiarata nella consulenza ingegneristica. La nuova struttura dovrà seguire in particolare progetti nei settori dell'energia, delle infrastrutture, della mobilità, dei porti, della logistica e dell'industria. L'apertura avviene in una fase di forte accelerazione degli investimenti pubblici e privati in Marocco. Sul fronte energetico, Rabat punta a portare oltre il 52 per cento la quota delle fonti rinnovabili nella capacità elettrica installata entro il 2030. Secondo i dati più recenti dell'Ufficio nazionale dell'elettricità e dell'acqua potabile (Onee), la capacità installata ha raggiunto 12.314 megawatt, con le rinnovabili al 46,1 per cento. Ocp Green Energy, filiale del gruppo marocchino Ocp dedicata alla produzione e allo stoccaggio di energia da fonti rinnovabili, ha messo sotto tensione a Benguerir, nel centro del Marocco, il primo sistema di accumulo a batterie Lfp (litio-ferro-fosfato) su larga scala del Paese. L'impianto, realizzato presso il sito minerario del gruppo, ha una potenza di 25 megawatt e una capacità di 125 megawattora, pari a circa cinque ore di stoccaggio. Secondo quanto riferito dalla stessa società, la messa sotto tensione avvia la fase di collaudo e di messa in esercizio progressiva del sistema. Il progetto consentirà di immagazzinare durante le ore di maggiore produzione l'elettricità generata dagli impianti fotovoltaici e di restituirla quando la domanda industriale aumenta, in particolare nelle ore di punta. L'obiettivo è ridurre l'effetto dell'intermittenza del solare, garantire maggiore continuità alle forniture rinnovabili e aumentare la flessibilità del sistema elettrico. Secondo Ocp Green Energy, una volta pienamente operativo, il sistema permetterà di ridurre del 25 per cento la bolletta elettrica del sito nelle ore di punta.

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