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Ambasciatroce Jazzar: "Siamo fiduciosi, ma c'è tanto da fare"

  • 2 ore fa
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Assadakah News - "Siamo fiduciosi in merito alla possibilità di una tregua ma non abbiamo tempistiche", ha dichiarato Carla Jazzar, ambasciatrice del Libano in Italia, nel corso del suo intervento oggi al Meeting di Rimini al panel "La speranza da ri-costruire nella terra dei cedri", sottolineando come la fiducia deriva anche dall'impegno dei partner internazionali, tra tutti l'Italia in qualità di "facilitatore principale. L'ultimo ciclo di negoziati che c'è stato a Roma non ha risolto tutti i problemi, ma riteniamo che abbia contribuito a fare dei passi avanti su alcune questioni, questioni che non erano mai state affrontate prima" ha affermato l'ambasciatrice.

In particolare, "la questione dei confini tra Libano e Israele, la questione anche degli scambi di prigionieri. Quindi ci sono stati dei passi avanti, anche se rimane ancora molto da fare. Ad esempio, sul concetto di zone pilota che abbiamo individuato a Washington nell'ambito dell'accordo quadro", ha evidenziato Jazzar, aggiungendo che altri nodi riguardano "le modalità del ritiro israeliano, le modalità anche di dispiegamento dell'esercito libanese, sulla verifica e relativo processo, in queste regioni, e anche l'identità della parte che deve procedere alle verifiche". "Quindi ci sono ancora tante questioni aperte, tanti, diciamo, elementi da pianificare", ha specificato ancora l'ambasciatrice.

Carla Jazzar ha richiamato la gravità della situazione nel sud del Paese, dove gli attacchi israeliani "continuano quotidianamente" causando perdite di vite umane e distruzione. I danni ammontano a circa 1,8 miliardi di dollari, ha spiegato Jazzar, aggiungendo che il 20 per cento dei terreni agricoli del sud risulta danneggiato, insieme a infrastrutture e rete elettrica. "Tutto questo ha profondamente colpito il sud del Paese e chiaramente colpisce anche tutti noi", ha affermato l'ambasciatrice, sottolineando la necessità di accompagnare la ricostruzione materiale con quella economica e sociale. Secondo Jazzar, l'ultimo ciclo di negoziati tra Libano e Israele a Roma "non ha risolto tutti i problemi ma riteniamo che abbiano contribuito a fare dei passi avanti su alcune questioni che non erano mai stata affrontate prima, come confini e scambio di prigionieri". Tuttavia, ha evidenziato, "rimane ancora molto da fare". Jazzar ha sottolineato che l'Italia "e' stata estremamente generosa" nei confronti del Libano. "Presente con una forte professionalità e con un forte sentimento nei confronti della popolazione libanese, ha contribuito anche alla formazione delle Forze armate libanesi", ha affermato l'ambasciatrice.

La situazione in Libano "è molto preoccupante. Gli israeliani continuano a bombardare tutti i giorni il sud del Paese". Lo ha affermato Carla Jazzar, ambasciatrice di Beirut in Italia intervenendo al Meeting di Rimini al panel 'La speranza da ri-costruire nella terra dei cedri'. "Anche se hanno interrotto le aggressioni nelle atre aree del paese tutti i giorni ci sono perdite di vite umane e distruzione", ha concluso.

"Siamo fiduciosi sul fatto che molte questioni si risolveranno grazie al dialogo e grazie anche all'enorme sostegno da parte dei nostri amici della comunità internazionale e, in particolare, da parte dell'Italia, che è il facilitatore principale che permette anche questi negoziati a Roma. Da parte dell'Italia c'è un "sincero e profondo interesse" per il Libano. Lo ha affermato Carla Jazzar, ambasciatrice di Beirut in Italia intervenendo al Meeting di Rimini al panel 'La speranza da ri-costruire nella terra dei cedri'. La diplomatica ha definito l'Italia "il facilitatore principale" dei colloqui fra Libano e Israele tramite i colloqui di Roma. "L'ultimo ciclo non ha risolto tutti i problemi ma riteniamo che abbiano contribuito a fare dei passi avanti su alcune questioni che prima non erano mai state affrontate", ha concluso.

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