L’Hub Energetico del Mediterraneo: La Libia guida il greggio, l’Algeria punta sul GNL
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Maddalena Celano (Assadakah News)
Il panorama energetico italiano e mediterraneo sta attraversando una fase di profonda riconfigurazione, come emerge dalle recenti analisi sui flussi di idrocarburi. Al centro di questa dinamica si stagliano due protagonisti nordafricani: la Libia, consolidatasi come primo fornitore di greggio per l’Italia, e l’Algeria, pronta a scalare le gerarchie nel mercato del Gas Naturale Liquefatto (GNL).
Greggio: il primato della Libia e le nuove rotte
Secondo gli ultimi dati dell’intelligence, la Libia ha rafforzato la sua posizione di partner strategico per Roma. Le importazioni di greggio libico sono aumentate del 12,7%, passando da circa 11,9 milioni a oltre 13,4 milioni di tonnellate.
Tuttavia, il dato più sorprendente riguarda l'estrema dinamicità di nuovi fornitori emergenti: il Senegal ha registrato una crescita esponenziale del +1.172,6%, seguito dal Brasile (+177,5%) e dalla Grecia (+183,8%). Incrementi significativi si registrano anche per l’Egitto e la Costa d'Avorio. Sul fronte opposto, si assiste a un netto calo delle forniture provenienti da Gabon (-90,4%), Ghana, Tunisia e Venezuela, segnale di una diversificazione geografica sempre più marcata operata dalle raffinerie italiane.
Algeria: la sfida del GNL e il vuoto lasciato dal Qatar
Parallelamente, sul fronte del gas, l’Algeria si conferma il gigante africano con una capacità di liquefazione di 25,3 milioni di tonnellate annue. Dopo lo stop delle attività di QatarEnergy nel Golfo, Algeri è pronta a rafforzare il proprio export per colmare i vuoti di mercato.
Nonostante un 2025 che ha visto un calo del 18% nelle esportazioni di GNL (scese a 9,54 milioni di tonnellate rispetto ai picchi del 2023), il governo algerino sta puntando sull’ottimizzazione dei complessi industriali di Skikda e Arzew. Con le unità produttive "GL1Z", "GL2Z" e "GL3Z", l'Algeria mira non solo a recuperare i volumi perduti, ma a invertire la tendenza negativa, sfruttando la propria posizione geografica privilegiata per diventare il principale hub di sicurezza energetica per l’Europa mediterranea.
In un contesto di instabilità globale, la cooperazione con la sponda sud del Mediterraneo non è più solo una scelta economica, ma una necessità geopolitica imprescindibile.




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