Libano - Da parigi, appello del premier per la pace
- 3 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
Assadakah News - Il primo ministro libanese, Nawaf Salam, da Parigi rivolge un appello, reclamando il ritiro totale di Israele dal suo territorio, ed evidenzia la necessità di aiuti internazionali per circa 500 milioni di euro, con l’obiettivo di affrontare e risolvere la crisi umanitaria causata dalla guerra scatenata dall’invasione israeliana, nonché il ritorno dei prigionieri e degli sfollati libanesi, nel quadro dei negoziati. La dichiarazione è stata fatta in vista di una nuova riunione prevista per giovedì a Washington, durante l’incontro con il presidente francese Emmanuel Macron.

“Dopo la scadenza del termine della missione ONU In Libano (Unifil 2), prevista per fine anno - ha dichiarato Salam - non ci sarà una missione Unifil 3, ma questo non vuol dire che non avremo bisogno di una presenza internazionale in Libano. Bisogna fare in modo che la guerra non riprenda".
Allo stesso modo, il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha incontrato il premier libanese, a margine del vertice UE in Lussemburgo, e ha confermato il sostegno della Spagna per preservare l'integrità territoriale del Libano, un cessate il fuoco permanente e la
fine della guerra. "Non possiamo accettare la violenza senza fine contro il Libano", ha dichiarato Albares. "Il popolo libanese ha diritto alla
speranza e a un futuro in pace”. Madrid chiede che l'UE assuma un ruolo attivo nella possibile successione della missione Unifil in Libano, il cui mandato è in scadenza a fine anno. "L'Unione Europea deve impegnarsi nella missione che prenderà il testimone della Unifil", ha affermato Albares, sottolineando la necessità di garantire continuità alla presenza internazionale sul terreno nella fase di forte instabilità
regionale. Il capo della diplomazia spagnola ha definito "encomiabile" il lavoro dei contingenti - tra cui quello spagnolo, che conta oltre 600 militari schierati nel sud del Libano - mettendo in evidenza l'importanza di mantenere una forza di stabilizzazione anche se "non esattamente uguale" all'attuale missione ONU.




Commenti