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Energia - L’Italia potrebbe passare da gas a rinnovabili in un anno

  • 25 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

Assadakah News - "Entro un anno il Paese potrebbe sostituire l'equivalente dei volumi di gas qatarino attraverso risparmi, rinnovabili, efficienza ed elettrificazione, facendo pieno utilizzo delle infrastrutture di importazione esistenti e della cattura delle emissioni di metano lungo la filiera di gas algerina. Ricorrere a investimenti in nuove infrastrutture e nuovi giacimenti gas non è necessario". Ad affermarlo ECCO, think tank italiano per il clima, in un'analisi in vista del viaggio della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Algeria, che mostra come l'Italia possa rafforzare la propria sicurezza energetica. Nel pieno di una nuova fase di forte instabilità dei mercati energetici, il dibattito sulla sicurezza degli approvvigionamenti torna a concentrarsi su come sostituire rapidamente le forniture di gas mancanti. Tuttavia, l'analisi dei ricercatori di ECCO mostra come la risposta non risieda nella ricerca di nuovi fornitori o in nuove infrastrutture e giacimenti gas.

Ridurre prima di diversificare: l'Italia potrebbe sostituire in modo strutturale l'equivalente di oltre l'85% delle importazioni di gas dal Qatar in dodici mesi attraverso: Rinnovabili: l'installazione di 10 gigawatt (GW) all'anno di nuova capacità rinnovabile, come previsto dal Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (PNIEC), ridurrebbe il consumo di gas di 2,5 miliardi di metri cubi (mc), pari al 40% delle importazioni dal Qatar. Efficienza energetica: interventi nei settori residenziale, terziario e industriale, in linea con il PNIEC, potrebbero ridurre la domanda di gas di circa 0,8 miliardi di metri cubi all'anno, equivalenti al 12,5% delle importazioni qatarine.

Elettrificazione dei consumi - L'elettrificazione dei consumi termici nei settori civile e industriale potrebbe generare un risparmio di circa 0,65 miliardi di metri cubi di gas (370 milioni nel residenziale e 280 milioni nell'industria a bassa e media temperatura, <150 °C). Per il restante 15% - pari a un miliardo di mc annui su un totale di 6,4 miliardi di mc - il governo potrebbe far leva sulle infrastrutture gas esistenti, in particolare quelle che collegano l'Italia all'Algeria, sfruttando a pieno la capacità disponibile e la cattura delle perdite di gas lungo la filiera, senza bisogno di ulteriori investimenti in nuove infrastrutture e giacimenti. Nell'immediato è inoltre fondamentale preservare le attuali riserve di stoccaggio di gas (in Italia al 44% rispetto al 29% della media europea) attraverso un piano di risparmio sistematico, supportato da una campagna di sensibilizzazione, per non dover sostenere costi di riempimento proibitivi per riportare i volumi alla soglia di sicurezza dell'80-90% necessaria per il prossimo inverno. La scelta più efficace per ridurre i prezzi del gas e l'esposizione alla volatilità dei mercati fossili è abbattere strutturalmente la domanda, anziché aumentare la dipendenza da forniture esterne, soprattutto da paesi caratterizzati da instabilità o fragilità politica. Inoltre, la sottoscrizione di nuovi accordi di approvvigionamento con paesi come l'Algeria dovrebbe essere più trasparente per capire i costi reali per consumatori e imprese e non dovrebbe incentivare nuova produzione di gas. La prevista riduzione della domanda di gas in Italia e nell'Unione europea espone infatti l'Algeria a futuri shock economici, data la sua elevata dipendenza dalle esportazioni energetiche verso il mercato europeo, con possibili ricadute sulla stabilità regionale. In quanto attore chiave nel Mediterraneo, l'Italia dovrebbe promuovere un modello di cooperazione energetica orientato al medio-lungo termine che supporti la progressiva riduzione della dipendenza algerina dalle esportazioni di gas attraverso programmi di diversificazione economica.

Il GNL in arrivo via nave dal Qatar è pari a 7 miliardi di metri cubi su un totale di 62 consumati in Italia, corrispondenti all'11,3% circa. Il terminale di riferimento per il GNL proveniente dal Qatar è il rigassificatore di Rovigo, Adriatic Lng, che nel 2025 ha immesso nella rete nazionale 8,2 miliardi di metri cubi di gas naturale, pari a oltre il 13% dei consumi complessivi del paese. Oltre il 40% dei volumi di GNL arrivati in Italia è transitato attraverso il terminale veneto, che nel 2025 ha ricevuto 71 navi metaniere provenienti principalmente da Qatar e Stati Uniti, oltre che da Nord Africa e Sud America.

Nel corso del 2025 Adriatic LNG ha completato il potenziamento della capacità costante di rigassificazione, passata da 9 a 9,5 miliardi di metri cubi l'anno, con una capacità giornaliera massima salita da 26 a 28,5 milioni di metri cubi.

Edison è il principale importatore di gas naturale liquefatto dal Qatar. Dei 14 miliardi di metri cubi importati nel 2025, 6,4 sono giunti dal paese che si affaccia sul Golo Persico, 4,4 miliardi dalla Libia, 1 miliardo dall'Azerbaijan e 1,4 miliardi dagli Usa. Proprio gli States sono diventati il primo fornitore di GNL dell'Italia, con circa il 45% delle importazioni del 2025.

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