Libano - Necessario supporto UE per sostituire Unifil
- 13 mag
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Assadakah Beirut - La situazione in Libano è di piena emergenza, a seguito dell’aggressione israeliana che ha coinciso con il termine della missione internazionale Unifil, di cui l’Italia era una delle parti fondamentali. “Sostituire le operazioni della forza di interposizione per la stabilità del Libano sotto l'egida delle Nazioni Unite (Unifil) con una missione europea non è un'opzione”. Lo ha affermato una fonte diplomatica al termine della riunione del Consiglio Ue dei ministri della Difesa che si è svolto a Bruxelles.
L'alto rappresentante UE nella mattina ha espresso il proprio sostegno alla proposta di Italia e Francia di istituire una missione se l'Unifil terminerà le sue operazioni senza una proroga del mandato in scadenza il 31 dicembre 2026. La fonte tuttavia ha sottolineato che nell'Ue non si registra né la volontà e né le capacità per sostituire l'Unifil. L'opzione più percorribile è addestrare l'esercito libanese, ha detto.

Particolarmente grave è la situazione della popolazione del Sud, dove nei primi 25 giorni del cessate-il-fuoco, più di quattro bambini al giorno mediamente sono stati uccisi o feriti. Lo afferma Save the Children, organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, in vista dei prossimi colloqui di pace previsti per questa settimana. Nuovi dati del ministero della Salute libanese mostrano che 22 bambini sono stati uccisi e 89 feriti dall'inizio del cessate il fuoco temporaneo, il 17 aprile. Questo porta il numero di bambini uccisi negli attacchi israeliani dall'inizio della nuova escalation delle ostilità in Libano, il 2 marzo, a quasi 200, con circa 2.900 vittime.
Le violenze e i nuovi ordini di sfollamento hanno costretto oltre un milione di persone, ovvero un sesto della popolazione, ad abbandonare
le proprie case, molte delle quali ora vivono con parenti, in comunità ospitanti o in rifugi collettivi senza poter ancora tornare alle proprie case. Il numero di famiglie che vivono in rifugi collettivi è aumentato del 5% dal cessate il fuoco condizionato a causa dei rinnovati ordini di sfollamento da parte delle forze israeliane e perché molte, rientrando a casa, hanno trovato abitazioni distrutte e terreni agricoli danneggiati, quindi sono state costrette a tornare nei rifugi collettivi, dove attualmente vivono 44.800 minori su circa 125mila persone. Migliaia di loro vivono lì da oltre due mesi in condizioni di sovraffollamento con servizi idrici, igienico-sanitari edi igiene inadeguati, che hanno portato a segnalazioni di scabbia e a crescenti problemi di salute.
I genitori segnalano diffusi cambiamenti comportamentali tra i bambini che vivono nei rifugi collettivi a causa della mancanza di una routine e del ridotto coinvolgimento scolastico, tra cui perdita di appetito e problemi di sonno. Molti faticano a continuare a imparare, perché alcune scuole vengono utilizzate come rifugi e hanno difficoltà ad accedere all'apprendimento online a causa della limitata disponibilità di elettricità e della scarsa connessione.
La UE sta valutando di istituire una missione europea di supporto alle forze armate libanesi. "Quando finisce il mandato dell'Onu in Libano bisognerà trovare qualcosa di sostitutivo. Ora stiamo esaminando l'idea di una missione europea per rafforzare lo Stato libanese: più sarà forte l'esercito libanese, più debole sarà Hezbollah", spiega.
In vista di ulteriori colloqui di pace previsti per giovedì, volti a definire i prossimi passi tra Libano e Israele, Save the Children chiede alla comunità internazionale di adoperarsi con urgenza per un cessate il fuoco permanente e definitivo e di garantire finanziamenti flessibili e continuativi per proteggere i bambini e consentire alle famiglie di tornare a casa e riprendere le loro vite.




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