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Marocco - Il grande progetto dell’idrogeno verde

  • 15 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

Roberto Roggero* - Fino a pochi anni fa, il Marocco era considerato fortemente dipendente dalle importazioni energetiche, e infatti importava circa il 90% del proprio fabbisogno.

Oggi la situazione è radicalmente cambiata, con un Paese che è punta di diamante delle opportunità strategiche con l’utilizzo dell’idrogeno verde, che fra l’altro favorisce un notevole impulso sul piano industriale, a basse emissioni di carbonio e CO2.

L’idrogeno verde sta trasformando il Marocco in un vero e proprio elemento fondamentale dell’economia regionale del prossimo futuro.

La posizione geografica e la conformazione morfologica sono fattori fondamentali di tale condizione, e non ultimo il fatto di trovarsi alle porte dell’Europa, che ne fa un ideale polo per la produzione e soprattutto l’esportazione di energia.

L’idrogeno verde rappresenta quindi non solo una risposta agli obiettivi climatici, ma anche uno strumento di sicurezza energetica e competitività.

Sono i cardini del progetto “Offerta Marocco”, ovvero la creazione di una vera e propria piattaforma internazionale, che attrae investimenti per tutta la catena energetica.

Re Mohammed VI incarna personalmente questa idea, e a tale scopo ha commissionato l’individuazione di circa un milione di ettari per la realizzazione del progetto, cominciato con la trasformazione di almeno 300mila ettari in terreno per la fase preliminare, gia in atto dal marzo 2025, con la cooperazione di cinque grandi investitori internazionali, incaricati di realizzare i primi sei grandi progetti nel sud del Marocco, per un valore di oltre 32 miliardi di dollari. Sono coinvolti aziende di prima grandezza come TAQA-Cepsa, ORNX Green Hydrogen, la saudita ACWA, la cinese UEG-China Three Gorges e l’azienda marocchina Nareva, princnipalmente per la produzione di ammoniaca verde, carburanti sintetici e acciaio verde, settori destinati a svolgere un ruolo centrale nella decarbonizzazione dell’industria globale che, secondo le stime, arriverebbero a produrre circa 20 Gigawatt di energia rinnovabile. Nel frattempo, il colosso marocchino dei fosfati OCP, fra i maggiori produttori mondiali di fertilizzanti, accelera la decarbonizzazione con la produzione, in partenariato con Engie, per un volume di affari di circa 15 miliardi di dollari per fonti rinnovabili, idrogeno verde e infrastrutture specifiche.

In gioco TotalEnergies, con un progetto destinato alla produzione di ammoniaca verde per il mercato europeo. Nel grande progetto sono compresi anche gli scali marittimi, con Tanger Med, Jorf Lasfar e Nador West Med per la produzione e l’esportazione di carburanti verdi.

La partita si gioca specialmente sulla rapidità della realizzazione: entro il 2030 il Marocco potrebbe coprire oltre il 4% della domanda globale di idrogeno verde, rafforzando il ruolo di ponte energetico Africa-Europa.

(*Direttore responsabile Assadakah News)

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