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Tunisia - Importanti sviluppi nel campo dell'energia

  • 16 lug
  • Tempo di lettura: 5 min

Assadakah News - E' stata inaugurata ieri nella località di Zaafrana, a Kairouan, nel centro della Tunisia, una nuova stazione di trasformazione elettrica ad alta e media tensione realizzata dalla Società tunisina dell'elettricità e del gas (Steg).

L'infrastruttura, "realizzata con un investimento di circa 25 milioni di dinari tunisini, circa 7,5 milioni di euro al cambio attuale, contribuira' a rafforzare l'approvvigionamento elettrico e a migliorare la qualita' del servizio per famiglie e imprese della regione", ha dichiarato il responsabile del progetto presso la Steg, Wajdi Laajimi, precisando che la stazione e' stata collegata al centro di trasformazione elettrica di Msaken 2. Secondo il primo delegato del governatorato di Kairouan, Sami Aidi, il nuovo impianto "consentirà di ridurre le interruzioni e

le perturbazioni della rete che in passato interessavano la regione, in particolare le attività economiche e le aree agricole circostanti, alimentate da una rete a bassa capacità". La stazione servirà direttamente le delegazioni di Bou Hajla, Nasrallah, Menzel Mhiri, Cherarda e Kairouan Sud, contribuendo inoltre a rafforzare la stabilita' della rete elettrica dell'intero governatorato, soprattutto durante i periodi di picco della domanda estiva. La stazione di Zaafrana rientra in un programma nazionale della Steg che prevede la costruzione di 17 sottostazioni di trasformazione analoghe in diverse regioni del Paese, tra cui Ben Guerdane, nel governatorato di Medenine al confine con la Libia, e Bir Chaabane, nel governatorato di Kasserine, verso il confine con l'Algeria.

Algeria e Mozambico hanno firmato un accordo bilaterale sui servizi di trasporto aereo, creando il quadro giuridico necessario per l'eventuale apertura di collegamenti tra i due Paesi. L'intesa non comporta l'avvio immediato di voli diretti, ma stabilisce le condizioni entro cui le compagnie designate potranno operare in futuro. L'accordo e' stato sottoscritto ad Algeri al termine dell'incontro tra il ministro algerino dell'Interno, degli Enti locali e dei Trasporti, Said Sayoud, e il ministro mozambicano dei Trasporti e della Logistica, Joao Matlombe. L'intesa si inserisce nella strategia con cui l'Algeria punta ad ampliare i propri

collegamenti con l'Africa subsahariana, utilizzando il trasporto aereo e le infrastrutture terrestri come strumenti di integrazione economica. Il Mozambico, situato sulla costa sud-orientale del continente e affacciato sull'Oceano Indiano, rappresenta per Algeri un potenziale punto di accesso ai mercati dell'Africa australe. Durante il colloquio, i due ministri hanno esaminato le possibilità di collaborazione nei trasporti aerei, marittimi, ferroviari e stradali, oltre che nella logistica e nella formazione del personale. Sayoud ha manifestato la disponibilità dell'Algeria a mettere a disposizione del Mozambico le competenze sviluppate nella gestione delle infrastrutture e dei sistemi di mobilità urbana, nonché a valutare progetti congiunti. Il ministro algerino ha inoltre illustrato i principali programmi di ammodernamento del settore dei trasporti. Tra questi figurano la realizzazione della linea ferroviaria mineraria occidentale, destinata a collegare il giacimento di ferro di Gara Djebilet, nell'estremo sud-ovest, con Be'char e la rete diretta verso il porto mediterraneo di Orano; lo sviluppo della linea mineraria orientale e il progetto di collegamento ferroviario tra Algeri e Tamanrasset, principale citta' del Sahara algerino.

L'Algeria ha proseguito il trend di crescita della produzione di petrolio greggio nel mese di giugno, consolidando il graduale recupero dell'offerta nazionale nell'ambito degli accordi dell'alleanza Opec+. Secondo gli ultimi dati pubblicati nel rapporto mensile dell'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (Opec), la produzione media del Paese nordafricano ha raggiunto 987 mila barili al giorno, in aumento di 5 mila barili rispetto ai 982 mila registrati a maggio. Il livello produttivo si colloca a soli duemila barili al giorno dal tetto assegnato all'Algeria nell'ambito dell'intesa Opec+, fissato a 989 mila barili quotidiani. Si tratta del valore più elevato registrato dal Paese in oltre tre anni, confermando il progressivo ritorno ai livelli produttivi consentiti dall'organizzazione attraverso il piano di allentamento graduale dei tagli volontari.

L'aumento della produzione algerina si inserisce in un contesto di crescita piu' ampia dell'offerta dell'alleanza Opec+, la cui produzione complessiva e' salita a 36,27 milioni di barili al giorno nel mese di giugno, rispetto ai 33,27 milioni di maggio. Parallelamente, la produzione dei soli Paesi membri dell'Opec ha raggiunto circa 22 milioni di barili al giorno. Algeri continua infatti ad attuare gli impegni assunti nell'ambito della strategia dell'Opec+ per il ripristino graduale delle forniture. La prima fase del piano ha consentito il ritorno sul mercato di circa 2,2 milioni di barili al giorno, mentre la seconda fase, avviata nell'ottobre 2025, e' stata temporaneamente sospesa durante il primo trimestre del 2026 prima di riprendere con un'accelerazione degli incrementi produttivi a partire dallo scorso aprile. Secondo il calendario concordato dall'alleanza, gli aumenti della produzione proseguiranno anche nei mesi di luglio e agosto 2026, nell'ambito di una strategia volta a riportare progressivamente sul mercato i volumi precedentemente tagliati, mantenendo al contempo l'equilibrio tra domanda e offerta e la stabilità dei prezzi internazionali dell'energia. Arkab ha sottolineato la convergenza tra Algeri e Oslo sulla necessità di limitare le dispersioni di metano, sostenendo tuttavia che le norme e i meccanismi ambientali internazionali debbano fondarsi su criteri "scientifici e oggettivi" e tenere conto delle caratteristiche dei Paesi produttori. Gli obiettivi climatici, secondo il ministro, devono essere perseguiti senza compromettere la sicurezza energetica, la stabilità dei mercati e la continuità delle forniture. Il governo algerino intende portare al di sotto dell'1% entro il 2030 la quota di gas bruciato in torcia, accelerando parallelamente gli interventi sulle emissioni di metano e lo sviluppo di progetti per la cattura e lo stoccaggio del carbonio. La strategia comprende inoltre programmi di economia circolare e il piano di Sonatrach per piantare 420 milioni di arbusti, destinato a contribuire alla compensazione delle emissioni prodotte dal comparto energetico. Harwood ha espresso l'interesse di ICA-Finance ad ampliare le attività in Algeria attraverso strumenti di finanza climatica, tecnologie per la riduzione delle emissioni e scambi di competenze. L'incontro si inserisce nel più ampio dialogo energetico tra Algeria e Norvegia, due importanti fornitori di gas dell'Europa. Alla fine di giugno Arkab aveva ricevuto il viceministro norvegese dell'Energia, Snorre Erichsen Skjevrak, per esaminare anche la collaborazione esistente tra Sonatrach ed Equinor nelle attività di esplorazione e produzione degli idrocarburi.

La rete non e' pensata soltanto per aumentare la velocità delle connessioni internet. Una maggiore capacità di trasmissione dovrebbe sostenere lo sviluppo del commercio elettronico, dei pagamenti digitali, dei servizi finanziari mobili, dell'amministrazione pubblica online e dell'istruzione a distanza, soprattutto nelle regioni interne e desertiche. La posa dei cavi lungo il corridoio trans-sahariano consentirebbe inoltre di collegare centri abitati e attività economiche che rimangono ai margini delle principali reti terrestri africane. Per Algeri, il progetto ha anche una rilevanza strategica. L'obiettivo dichiarato è trasformare l'Algeria in un nodo regionale della connettività, permettendo ai Paesi del Sahel di accedere alla rete globale attraverso le infrastrutture nazionali e i cavi sottomarini che collegano la costa algerina all'Europa.

Tra questi figura il collegamento diretto tra Algeri e Valencia, in Spagna, che le autorità intendono mettere a disposizione anche dei partner africani senza sbocco al mare. La dorsale offrirebbe coì' un'alternativa alle rotte digitali che attraversano le coste dell'Africa occidentale o orientale.

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